L’abolizione del bollo auto non sarà una misura limitata al 2027. A ribadirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che interviene direttamente sulla questione con un post pubblicato su X.
“L’abolizione del bollo auto non vale solo per il 2027. Come il Governo ha già ampiamente garantito e ribadito, la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva”, scrive Meloni.
Il governo abolisce il bollo per le auto di piccola e media potenza e per tutte le moto. Meloni: “Cancellata una delle tasse più odiate dagli italiani”Con queste parole la premier chiarisce quindi che l’intervento sul bollo auto, così come annunciato dal governo, è destinato ad avere carattere strutturale e non dovrebbe esaurirsi al termine del 2027. La misura, nelle intenzioni dell’esecutivo, avrebbe dunque un effetto permanente.
Sull’argomento è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il taglio del bollo “è un punto di partenza e non un punto di arrivo. Nel senso che l’obiettivo è di renderlo stabile negli anni, strutturale, e vedremo se già in questa legge di bilancio riusciremo ad aggiungere risorse per salire anche sopra gli 80 kW di potenza”, ha detto intervenendo a Rtl 102.5.
Il leader della Lega ha escluso di non essere a conoscenza della proposta presentata ieri dalla premier Giorgia Meloni: “Lascio immaginare se il ministro dei Trasporti su bollo e superbollo non ne sa qualcosa”. Sul superbollo, afferma il ministro, “sto facendo le stime al Ministero, cuba circa 250 milioni di euro di introito all’anno per le macchine dai 185 kW in su e comprende tutto, comprende le macchine di una certa potenza che vengono usate per lavoro da agenti di commercio, taxisti, e comprende anche le Ferrari di quelli che se le possono permettere. La mia idea non è di elevare subito tutti quanti, ma di iniziare ad alzare la cilindrata per cui si paga il super bollo, per incrementare un mercato che porterà allo Stato più soldi di quanto costerebbe il taglio di 50 milioni di super bollo. È un win-win. Aiuti il mercato e lo Stato incassa di più”.
