Anche il basket parla toscano da De Raffaele con lo scudetto a Pianigiani speranza di Milano

Scuola tecnica vincente, ma con gli stessi problemi: saltata Siena, resta Pistoia a difendersi nelle retrovie

Benedetti toscani, almeno nello sport. Altro che maledetti come diceva Curzio Malaparte che li considerava spregiosi, ma anche i più intelligenti, capaci di sputare in bocca ai potenti.

Quest'anno nei grandi sport professionistici hanno vinto quasi tutto. Allegri e la sua Juventus, livornese come il Walter De Raffaele che ha ridato lo scudetto del basket a Venezia dopo 74 anni. Dello stesso scoglio del Ramagli che ha riportato in serie A la Virtus Bologna, della stessa terra del Simone Pianigiani senese, contradaiolo della Lupa, che Milano ha riportato in Italia, la matrigna capace di discutere i suoi scudetti, ma che lo ha licenziato dalla Nazionale per ridare entusiasmo all'Armani.

Sembra che soltanto loro siano capaci d'interpretare la greca virtù, come dice lo scrittore, che regge i rapporti fra le cose terrene e divine come le interpretano quelli dello sport. A parte Pianigiani e la sua Siena, però, quasi nessuno è stato davvero profeta in patria e se la scuola tecnica propone dei numeri uno è difficile trovare una squadra toscana al vertice. Ci erano riusciti nella pallavolo e nella pallanuoto, l'allenatore del momento nel nuoto è il livornese Stefano Morini il guru di Paltrinieri e del nipote Detti rivelazione dell'anno, la Livorno di Bucci sfiorò un controverso scudetto del basket contro Milano, ma per il resto vita di trincea come la Pistoia che ha fatto diventare allenatore dell'anno nel basket Vincenzo Esposito.

Una grande scuola, molti talenti, perché dai tempi in cui Otello Formigli e Benevenuti creavano, nella pallacanestro, campioni ed eccellenti allenatori, hanno sempre vissuto una onesta povertà. Vero che a Livorno per il derby fra Libertas e Portuale, i nomi di battaglia nell'epoca d'oro, squadre relegate nelle minori di questo basket, c'è il pienone, ma finisce tutto in quella sfida per l'onore.

La scuola del calcio è a Coverciano, quella del basket gira intorno alla livornesità perché il Diana che allena Brescia e ha fatto una eccellente stagione da neo promosso viene da Livorno come il tigre Dell'Agnello che ha salvato Caserta e ora è pronto ad allenare Brindisi.

Hanno il dono, come si diceva di Dado Lombardi, pure lui nato nella colonia penale dei Medici, uno dei più grandi attaccanti del nostro basket, allenatore che odiando la difesa sul campo è diventato il massimo rimescolatore per le zone difensive che mandavano in confusione avversari pagati il doppio di lui.

Adesso non è più così. Allegri sarà l'allenatore italiano con il miglior contratto, ci mancherebbe, e Pianigiani sarà sicuramente quello che, andando oltre il milione di euro all'anno, nella palla al cesto nazionale prenderà il maggiore compenso.

Forse è vero che sono fra i più intelligenti, di certo hanno tutti una forte personalità, capaci di sfidare il mondo. Lo ha fatto l'allenatore della Juventus, anche se all'inizio i tifosi sembravano scettici per il suo passato milanista, lo dovrebbe e potrebbe fare Pianigiani con la Milano da rivitalizzare anche se sui maledetti siti lo hanno accolto a pesci in faccia ricordando il suo passato senese, quegli scudetto che per qualcuno hanno ancora il profumo dello zolfo dei contratti in nero.