Da Moratti a Suning c'è voglia di Fenomeno. E Silvio "richiama" Ibra

L'utopia interista è CR7, magari grazie al fisco. Il sogno possibile invece può essere Di Maria

Sarà la lontananza dai riflettori, la mancanza di adrenalina o semplicemente l'abitudine, mai tramontata, del vero tifoso. Perché se per diversi decenni sei presidente di un grande club, di fatto lo resti per tutta la vita. Massimo Moratti e Silvio Berlusconi lo sanno bene, visto che anche ora che la Milano calcistica è passata in mani altrui, continuano a dire la propria.

Il mercato degli ex presidenti è quello che permette di sognare e tornare indietro con la memoria. Lo sanno bene all'Inter, dove Suning sta lavorando da tempo ad un grande colpo in entrata proprio sulle orme di quanto fatto, esattamente 20 anni fa, da Moratti con il Fenomeno Ronaldo: «Certamente hanno la libertà di farlo», ha ammesso l'ex presidente nerazzurro, aprendo alla possibilità di un grande colpo nella rovente estate della Beneamata.

Indizi, nel recente passato, ce ne sono stati diversi. Lo stesso Marco Tronchetti Provera, ad esempio, che a precisa domanda se qualcuno all'Inter della caratura di Ronaldo possa arrivare aveva risposto: «Il calcio è bello per l'imprevedibilità e qualità quando ci sono grandi campioni. L'augurio è che arrivino anche in Italia. Da appassionato voglio vedere del bel calcio». Pensiero rilanciato dal ds Piero Ausilio, che non più tardi del 18 maggio scorso aveva ribadito: «La nuova proprietà potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo».

Tutto estremamente bello, ma rimane da chiedersi chi possa essere oggi il nuovo Ronaldo: si è pensato a Di Maria e si lavora su Lucas Moura. Due giocatori che, però, non hanno il tasso tecnico e carismatico del Fenomeno. E se alla fine arrivasse l'altro Ronaldo, vale a dire Cristiano? La stella del Real Madrid, dopo i guai col fisco, si è auto inserita sul mercato, ma in ballo ci sono (stimati) almeno 180 milioni di euro da versare al Real e uno stipendio da 30 all'anno al giocatore. Potrebbero pensarci Manchester United, PSG, Cina, Stati Uniti e Medio Oriente, ma la norma introdotta dal Governo italiano nella Legge di Stabilità, volta ad attirare cittadini stranieri più abbienti, potrebbe offrire un grosso assist ai sogni di gloria dei nerazzurri.

Sull'altra sponda del Naviglio, un altro ex patron cerca di smorzare i toni della polemica sulla telenovela legata al futuro di Gigio Donnarumma: «Farei di tutto per non lasciarlo partire ha ammesso Silvio Berlusconi Io, con le mie doti, avrei trovato una via di mezzo per farlo restare un periodo al Milan e poi fargli fare il grande colpo della vita. Donnarumma è un bravissimo ragazzo di 18 anni, che si trova davanti a scelte difficili e con somme importanti. Non bisogna giudicarlo male». Ma il vecchio presidente non si è fermato qui e ha dato un altro consiglio di mercato: «Mi piacerebbe rivedere Ibra con la nostra maglia, è un vecchietto ma ha vinto ovunque sia andato». La pensano così pure i tifosi che ieri si sono esaltati quando il marchio d'abbigliamento di Ibra ha pubblicato sui social una foto con scritto «Welcome back to Milano»...

E mentre le milanesi sognano la Juve fa i conti con la realtà: oltre a Dani Alves, prossimo alla rescissione, sono in bilico sia Bonucci che Alex Sandro. I due sono nel mirino di Conte che li vuole al Chelsea: secondo i media inglesi sono pronti 70 milioni per l'azzurro e quasi altrettanti per il brasiliano.

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Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

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