L’ultimo caso esplode proprio il 7 ottobre. Nel cuore del Veneto prende forma un organismo che si propone di risolvere controversie tra musulmani facendo riferimento non al diritto italiano, ma ai principi della Sharia. Si arriva a parlare esplicitamente di “Tribunale Sciaraitico”.
Una democrazia che, secondo le comunità islamiche italiane, dovrà quindi quindi reggersi sui dettami di Allah e non sulla costituzione italiana. Siamo davanti al tentativo di distruzione dell’ultimo baluardo della nostra democrazia che, in nome dell’islamismo imperante, vuole elevare a legge i precetti religiosi come già accaduto in Inghilterra dove si sono registrati i primi tentativi di legge coranica.
Non è certo un caso che ciò si registri nel giorno del massacro commesso per mano di Hamas che ha comportato l’uccisione di oltre 1200 israeliani.
A Strasburgo, intanto, la Lega ha portato la questione dell’islam politico direttamente al Parlamento europeo. Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo dei Patrioti e prima firmataria della risoluzione contro l’“entrismo islamista”, ha chiesto di fermare i finanziamenti alle realtà considerate vicine al fondamentalismo, citando FEMYSO ed ENAR, e di rafforzare i controlli sui luoghi di culto abusivi e sull’imposizione del velo.
Anna Maria Cisint ha collegato l’iniziativa proprio al caso veneto: “Ho appena scoperto e denunciato alla Procura di Padova un tribunale islamico che decide le controversie secondo i dettami della sharia, sostituendosi alle nostre leggi”. Per l’eurodeputata, “l’islam politico e i Fratelli Musulmani sono una minaccia da fermare e scardinare”.

Sulla stessa linea Silvia Sardone, che ha chiesto una svolta nelle istituzioni europee dopo anni di finanziamenti e iniziative che, secondo la Lega, avrebbero favorito realtà vicine ai Fratelli Musulmani. Il voto dell’Eurocamera è previsto per l’8 ottobre: il Carroccio chiede uno stop ai finanziamenti alle organizzazioni considerate islamiste e maggiore tutela delle leggi e dei valori europei.
