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Politica economica

Carburanti, Meloni: “Pronti a intervenire sulle accise”. E sulla flessibilità ora l’Ue apre

La premier da Spalato: “Abbiamo 170 milioni da usare”. E va in pressing su Bruxelles: “Sul patto di stabiltià c’è interesse ad ascoltare”

Italy's Prime Minister Giorgia Meloni attends a press conference after work sessions at the MED9 summit in Split on October 7, 2026, where the leaders of nine EU nations and invited leaders are gathering. (Photo by MARKO PERKOV / AFP)

Il pressing del governo sta aprendo qualche fessura nel muro europeo sulla flessibilità. Almeno questo si coglie dalle dichiarazioni della premier italiana, Giorgia Meloni, a margine del vertice Med9 a Spalato. Proprio Meloni aveva scritto una missiva alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere una flessibilità aggiuntiva sulle regole di bilancio europee, in virtù dell’emergenza energetica e del conseguente carovita. «Mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente», spiega Meloni. «Poi è ancora un dibattito lungo, perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c’è interesse ad ascoltare». La premier ha detto di averne già parlato con von der Leyen e che richieste in tal senso sono state avanzate anche dalla Grecia.

Intanto, sul fronte interno uno dei temi più caldi è il prezzo dei carburanti: sulla rete stradale la media al self è di 2,04 euro al litro per la verde e 2,26 per il gasolio, con quest’ultimo in rialzo dopo la fine dello sconto sulle accise. «Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili». Quest’ultimo permette di ridurre le accise sui carburanti sfruttando il maggiore gettito dell’Iva legato all’aumento dei prezzi. «Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo», prosegue Meloni. «Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure».

In questa fase, del resto, dapprima l’Eni e in seguito altre grandi compagnie, come IP, Q8 e Tamoil, hanno risposto alle richieste del governo con interventi per contenere i prezzi alla pompa. Misure con durate e modalità diverse: Eni ha annunciato un tetto per 30 giorni dal 28 settembre, eventualmente prorogabile fino a fine anno, Q8 per 30 giorni dal 1° ottobre e Tamoil interventi fino al 31 ottobre. Iniziative che hanno contribuito a mitigare il costo del rifornimento. Ieri Eni, in seguito alla fine del taglio delle accise, aveva alzato il tetto sul gasolio da 2,19 a 2,25 euro al litro, per poi ridurre oggi il prezzo consigliato a 2,21 euro.

«Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap», è l’auspicio di Meloni. «Poi la valutazione andrà fatta a valle». Il che significa che il governo valuterà l’evoluzione dei prezzi nei prossimi giorni, per poi decidere se introdurre ulteriori sconti: molto dipenderà anche da come andranno i mercati internazionali, con le tensioni geopolitiche in Medio Oriente che per ora non si allentano.

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