Il pressing del governo sta aprendo qualche fessura nel muro europeo sulla flessibilità. Almeno questo si coglie dalle dichiarazioni della premier italiana, Giorgia Meloni, a margine del vertice del vertice Med9 a Spalato. Proprio Meloni aveva scritto una missiva alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere una flessibilità aggiuntiva sulle regole di bilancio europee, in virtù dell’emergenza energetica e del carovita conseguente. “Mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente”, spiega Meloni. “Poi è ancora un dibattito lungo, perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c’è interesse ad ascoltare”. La premier ha detto di averne già parlato con von der Leyen e che richieste in tal senso sono state avanzate anche la Grecia.
Oggi a Spalato per il Vertice MED9, insieme ai leader delle Nazioni europee del Mediterraneo. Al centro del confronto le grandi sfide comuni: sicurezza e competitività dell’Europa, energia, gestione dei flussi migratori, allargamento ai Balcani occidentali e situazione in Medio Oriente. Il Mediterraneo è uno spazio strategico per l’Europa e l’Italia continuerà a lavorare perché torni sempre più al centro delle politiche e delle priorità europee.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 7, 2026
Intanto, sul fronte interno uno dei temi più caldi è il prezzo di diesel e benzina, che ha conosciuto un rialzo (2,04 euro per la verde, 2,26 per il gasolio) in seguito alla fine degli sconti sulle accise. “Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”. Quest’ultimo è il meccanismo che permette di ridurre le imposte sulla benzina sfruttando il maggiore gettito dell’Iva del mese precedente. “Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo”, prosegue Meloni. “Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure”. In questa fase, del resto, dapprima l’Eni e in seguito altre grandi compagnie (IP, Q8 e Tamoil) avevano aderito alle richieste del governo per applicare uno sconto generalizzato alla pompa. Misure che dureranno per lo meno alla fine di questa mese e che hanno contribuito a mitigare il prezzo del rifornimento: nei giorni scorsi l’Eni, in seguito alla fine del taglio delle accise, aveva portato il prezzo del gasolio a 2,25 per poi oggi tornare a 2,21. “Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap”, è l’auspicio di Meloni. “Poi la valutazione andrà fatta a valle”. Il che significa che il governo valuterà l’evoluzione dei prezzi nei prossimi giorni, per poi decidere ulteriori sconti: molto dipenderà anche da come andranno i mercati internazionali, con le tensioni geopolitiche in Medio Oriente che per ora non si allentano.
La risposta strutturale italiana per rendere il Paese più resiliente agli choc, sfruttando la clausola di flessibilità sull’energia, potrebbe ricevere il via libera della Commissione europea già giovedì 8 ottobre. Se l’ok sarà confermato, la decisione verrà discussa all’Ecofin di novembre: un primo passaggio favorevole, dunque, con l’iter europeo ancora da completare.
