Il ricordo di Davide Astori in una lettera scritta dai suoi genitori

Ad un anno di distanza dalla morte di Davide Astori, i genitori affidano ad una lettera il ricordo triste ricordo

Era la notte tra il 3 e il 4 marzo. Una notte come tante altre, prima di una partita. O, perlomeno, così doveva essere. Ma quella notte si è trasformata in una tragedia, silenziosa, ma rumorosissima. Perchè quella notte si è portata via, troppo presto, in una fredda camera d'albergo di Udine, Davide Astori, capitano della Fiorentina. Un uomo semplice, una faccia da bravo ragazzo, un sorriso mai volgare. Un leader silenzioso, che aveva saputo imporsi all'interno dello spogliatoio gigliato ed era ben voluto da tutti i suoi compagni. Un compagno affettuoso e innamorato, che era diventato papà da poco. Un calciatore atipico, roccioso ed elegante, che non amava i riflettori.

E' passato un anno da quella tragica notte e il pensiero di ogni tifoso corre sempre a quel capitano impossibile da dimenticare. In questa giornata di campionato, in ogni campo della serie A, al minuto 13 (il suo numero di maglia) di tutte le partite, sui maxischermi è apparsa l'immagine di Davide e gli applausi si sono susseguiti, scroscianti e continui, in un silenzio assordante. E' stato un tuffo in un passato sempre presente, l'onore delle armi reso ad un soldato che ha perso la sua guerra senza neanche averla combattuta.

Davide ha lasciato dietro di sè un grande vuoto, soprattutto nelle persone che gli vivevano accanto. La sua compagna Francesca Fioretti ha rivelato che riesce a trovare la forza per andare avanti solo grazie figlioletta Vittoria. "L’amore di mia figlia è l’unica cosa più forte del mio dolore. - ha confidato - Così deve essere. Devo riuscirci".

I genitori di Davide, invece, hanno affidato il ricordo del figlio ad una lettera letta in diretta a Sky Calcio Show. "Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno con Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro figlio". Questo l'incipit del testo che lascia trasparire tutta la tristezza dei due. "Ecco, insieme è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo - continua la lettera -. La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l'ha cambiata per sempre. Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso​". Davide per loro "non è un ricordo che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze: Davide è una presenza, è vicino a noi ogni istante​". Così come per tutti quelli che l'hanno conosciuto e amato fino a quella notte, quella maledetta notte. E continuano a farlo.