Workplace 3.0, l'ufficio del futuro sarà "nomade" e condiviso

Nuove sfide e nuovi concept per lo spazio di lavoro che viene ridefinito e ripensato tenendo conto del fattore umano e delle tecnologie che cambiano il modo di "abitarlo". Trend e proposte delle aziende alla biennale del Salone del Mobile dal 4 al 9 aprile in Fiera Milano

L’ambiente di lavoro di domani, che va oltre il concetto classico di “ufficio” e affronta esperienze e richieste inedite in cui fattore umano e tecnologie intelligenti si intrecciano, è al centro di Workplace 3.0 che torna dal 4 al 9 aprile al Salone del Mobile.Milano. L’edizione 2017 occupa un’area espositiva di 10mila metri quadrati nei padiglioni 22 e 24 di Fiera Milano a Rho e ospita oltre 100 aziende con “collezioni” e soluzioni che rispecchiano le nuove modalità di lavoro e progettuali per “abitare” gli spazi professionali.

Da sottolineare il “cuore” culturale di Workplace 3.0, la rassegna-evento A Joyful Sense at Work curata da Cristiana Cutrona dedicata proprio alle nuove teorie della progettazione del prodotto per ufficio e degli ambienti di lavoro e in particolare alle proposte migliori per progetti di fornitura, aree di accoglienza e di lavoro. Un think tank di idee di sviluppo per rispondere al cambiamento e alle esigenze del mercato.

Tutti elementi che contribuiscono a dare forza alle opportunità di business per gli espositori nazionali e internazionali in settore importante per le aziende del made in Italy e per l’export. Nei primi dieci mesi del 2016 le aziende italiane di arredo ufficio hanno registrato risultati molto positivi in Francia, primo mercato con oltre 80 milioni di euro, Regno Unito (+28,5%) e Stati Uniti (+30,4%) le due piazze internazionali più importanti per il contract e la progettazione.

Ma come cambieranno gli ambienti di lavoro di domani e a quali esigenze dovranno rispondere? In Fiera vengono date le prime risposte. L’idea di ufficio viene ridefinita: non più solo luogo di efficienza produttiva ma habitat permeabile e dinamico, aperto alla condivisione professionale e alla contaminazione con altre attività.

Così gli spazi di lavoro diventeranno organici e capaci di reagire e mutare in tempo reale in base alle nostre necessità, luoghi definiti più dai bisogni di chi ci lavora che dalle funzioni classiche dei diversi ambienti di un ufficio. Avanzano insomma stili di vita sempre più ibridi, dove i confini fra vita privata e lavorativa, interessi personali e competenze, socialità e rapporti professionali si confondono e fanno dell’ufficio uno dei luoghi per eccellenza della sperimentazione. Si progettano spazi di lavoro concepiti come luoghi aperti, destrutturati e senza postazioni fisse e le aziende propongono soluzioni intelligenti per il co-working, caratterizzati da ambienti informali e da arredi riconfigurabili sulla base delle necessità del momento, luoghi ideale per la circolazione di idee ed energie creative, incubatori dell’innovazione.

Non solo, nell’era della globalizzazione e della mobilità tecnologica, l’ufficio diventa nomade e segue il professionista ogni volta che si sposta. Ecco allora i moduli mobili e “portatili” che possono essere impiantati dove occorre: dal giardino di casa agli spazi pubblici urbani. La “liquidità diffusa” dei lifestyle contemporanei fa coincidere sempre più spesso spazi abitativi e spazi lavorativi con la casa e i suoi elementi di arredo adatti al duplice uso di abitazione e ufficio.

Nuova frontiera per le aziende che propongono codici estetici e funzionali domestici con alti livelli di agio e salubrità non solo attraverso lo studio scrupoloso dell’illuminazione e l’adozione di soluzioni ergonomiche fisiche e cognitive ma anche con aree dedicate al relax e alla meditazione, pod o giacigli destinati al riposo, attrezzature sportive e ricreative. Non è più chi lavora a personalizzare la stanza, ma è lo spazio a essere costruito su misura rispetto alle relazioni umane e professionali, a valori ed esigenze come la sostenibilità ambientale e economica.
Workplace3.0 introduce così nell'ambiente di lavoro una prospettiva orientata all'uomo e soluzioni progettuali sono pensate per incidere positivamente sul work-life balance e sulla motivazione che trasformano il luogo di lavoro in un nice place to be.