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Ranucci attacca il Giornale, ma non smentisce. Il rapporto con Lavitola e i soldi: ecco le prove

Di fronte all’ennesima accusa di falso, resta l’assenza di contestazioni nel merito. Dalle chat con il faccendiere fino ai verbali di Natalia Potenza, messaggi ed elementi economici sono ora al vaglio degli inquirenti

Arriva puntuale, anche questa mattina, il solito bollettino di Sigfrido Ranucci. Solo che non aggiorna sulle condizioni di un paziente, ma sullo stato di salute delle notizie de Il Giornale. E la diagnosi, naturalmente, è sempre la stessa.

“Ennesimo falso rilanciato da Il Giornale”, scrive Ranucci, che poi passa direttamente alla cartella clinica del quotidiano, ricordando il Gruppo Angelucci, “parlamentare della Lega”, il direttore Tommaso Cerno, fino al conteggio che evidentemente tiene con grande attenzione: “È la 90esima prima pagina che mi ha dedicato in 3 mesi”. Tutto molto interessante.

Manca però una cosa: la smentita nel merito. Perché dietro l’“ennesimo falso”, Ranucci non spiega quale sarebbe il motivo, non entra nel contenuto di quanto pubblicato e soprattutto non contesta punto per punto gli elementi raccontati da Il Giornale.

E noi, infatti, non soltanto li confermiamo, ma li rivendichiamo: abbiamo le prove di ciò che abbiamo scritto e continuiamo a lavorare sui riscontri. Del resto il copione non è neppure nuovo. Era già accaduto con le chat tra Ranucci e Valter Lavitola: alle nostre anticipazioni erano seguite accuse e smentite, salvo poi scoprire che proprio quelle comunicazioni, compresi i buchi temporali emersi dai dispositivi sequestrati al faccendiere, erano finite al centro degli accertamenti degli investigatori.

Oggi la scena si ripete dopo l’interrogatorio di Natalia Potenza: Il Giornale conferma quanto pubblicato e conferma che durante il lungo confronto con gli inquirenti la donna avrebbe affrontato anche il rapporto economico tra Lavitola e Ranucci, portando all’attenzione degli investigatori elementi, mail e messaggi che saranno valutati da chi conduce l’indagine.

Saranno naturalmente i magistrati a stabilirne significato e rilevanza. A noi spetta un altro mestiere: trovare le notizie, verificarle e pubblicarle. Quindi di buon mattino, un’altra puntata del bollettino può essere archiviata. Ranucci continui pure a contare le prime pagine: noi continueremo a rispondere nello stesso modo, con i fatti.

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