Il tentativo della sinistra emiliana e del sindaco di Modena Massimo Mezzetti di derubricare l’attentato di Salim El Koudri al gesto di un «folle» si infrange non solo contro le prove dei legami di El Koudri con l’islam radicale ma anche con le reazioni delle altre forze politiche.
Se Fratelli d’Italia e Lega sono compatte nel sottolineare come la matrice dell’attentato non possa essere ridotta al solo disagio psichico, a sinistra è Matteo Renzi a squarciare il velo di ipocrisia annunciando a Il Giornale che presenterà una nuova interrogazione parlamentare sul caso. «Sono stato premier negli anni degli attentati terroristici che insanguinavano l’Europa e non accetto ricostruzioni semplicistiche» spiega il leader di Italia Viva che poi aggiunge: «Il killer che ha ucciso a Modena non può essere definito banalmente un caso psichiatrico: è ovvio che un terrorista è anche un caso psichiatrico ma qui ci sono dinamiche identiche a quelle tedesche o francesi da cui non si può prescindere. Quello a Modena potrebbe essere stato un attentato legato all’odio anti occidentale. Dopo le ultime rivelazioni pubblicate dai giornali oggi presenterò una nuova interrogazione parlamentare sul caso. Monica Esposito, la signora uccisa da quel folle gesto, merita giustizia. E il Paese ha diritto alla verità».
Sul caso è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini che ha commentato la rivelazione dei nuovi video di El Koudri: «Da mesi assistiamo a un’opera di rimozione collettiva, da parte della sinistra e di certa stampa compiacente, che si ostinano a proporre ricostruzioni e interpretazioni ben lontane dalla realtà. I fatti, giorno dopo giorno, li stanno smentendo. La Lega ha sempre chiamato le cose con il loro nome: terrorismo islamico. Fare finta di nulla, negarlo o inventarsi versioni alternative non serve a cancellare il problema. Serve solo a impedirci di affrontarlo e a renderci complici di chi vuole colpire ed eliminare le nostre libertà, i nostri valori, la nostra civiltà».
Dopo le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami anche il senatore modenese di Fdi Michele Barcaiuolo ha sottolineato il «metodo» del Pd emiliano per cui «davanti a fatti che pongono questioni scomode, una certa sinistra sembra talvolta più preoccupata di delimitare immediatamente il perimetro del dibattito che di attendere ciò che le indagini potranno accertare».
Una visione espressa allo stesso modo dal senatore di Fdi Raffaele Speranzon: «La sinistra ha taciuto sulla vera matrice di quanto successo a Modena, una matrice jihadista che ci pone ancora una volta di fronte ai rischi della radicalizzazione e del fondamentalismo islamico».
L’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint, da sempre impegnata nella battaglia contro l’islam radicale, sottolinea come il caso di El Koudri sia «il segno di un’integrazione fallita» chiedendo «una nuova legge che contrasti la diffusione del fanatismo nelle moschee e nei luoghi di culto abusivi, blocchi gli imam radicalizzati e garantisca trasparenza e tracciabilità dei finanziamenti dall’estero, per fermare l’influenza delle organizzazioni fondamentaliste nel nostro Paese».
Anche le sue colleghe Susanna Ceccardi e Silvia Sardone commentano le nuove rivelazioni su El Koudri affermando rispettivamente «in Italia e in Europa troppo spesso in nome del buonismo e della tolleranza si tende a nascondere la verità» e «la verità è che la sinistra ormai è succube delle comunità musulmane e pur di non perdere un bacino di voti è disposta a tutto». Chi ancora continua a non dire una parola sono Elly Schlein e il Partito democratico.