Il risparmio delle famiglie italiane torna a sostenere con convinzione il debito pubblico. La prima doppia emissione del Btp Valore, chiusa ieri alle 13 dopo cinque giorni di collocamento, ha raccolto 16 miliardi e 622 milioni di euro, con oltre 560mila contratti sottoscritti, segno di fiducia verso i conti pubblici italiani. La parte del leone l’ha fatta il Btp Valore tradizionale, con 12,071 miliardi e 385.962 contratti, quasi il triplo dei 4,551 miliardi (174.067 contratti) del nuovo Btp Valore Insieme.
I due titoli hanno la stessa scadenza, il 27 ottobre 2031, ma funzionano in modo diverso: il primo paga interessi ogni tre mesi con cedole crescenti, il secondo concentra la cedola alla fine dei cinque anni, insieme al rimborso del capitale. Il risultato
supera i 16,57 miliardi della sesta emissione e i 16,22 della settima, pur restando sotto le prime tre operazioni, tutte oltre quota 17 miliardi, in una serie che va dagli 11,2 miliardi della quarta agli oltre 18,3 della prima. Anche i contratti superano quelli delle ultime quattro emissioni, pur restando sotto i livelli delle prime tre.
Alla chiusura il Mef ha rivisto al rialzo i tassi definitivi rispetto ai minimi annunciati il 16 ottobre, per tenere conto dell’evoluzione del mercato e preservare l’equivalenza dei due strumenti in termini di rendimento complessivo. Il Btp Valore pagherà il 3,75% nei primi due anni, il 4,20% nel terzo e nel quarto e il 4,75% nel quinto, contro il 3,70%, il 4,10% e il 4,70% iniziali. Per il Btp Valore Insieme la cedola unica sale dal 22,25% al 22,70%,
da incassare a scadenza con il capitale.
Nell’ultima giornata sono affluiti circa 1,72 miliardi: 1,217 sul Btp Valore con 43.635 contratti e circa 504 milioni sull’Insieme con 21.148 contratti. Per il Tesoro è la conferma di un rapporto consolidato con i risparmiatori, chiamati a finanziare direttamente lo Stato. Per chi ha sottoscritto, la scelta fra le due formule risponde a esigenze diverse di gestione dei risparmi: oltre al tasso contano i tempi di incasso, la tassazione e l’eventuale premio fedeltà. Resta inteso che chi vende prima della scadenza lo fa a prezzi di mercato, che possono discostarsi da quelli d’acquisto.
