Milano si blinda in vista di un sabato ad alta tensione. Dopo le devastazioni e i saccheggi dello scorso weekend, il centro si prepara a un nuovo giorno di paura: cinquecento parà in strada, vetrine protette con pannelli di compensato e commercianti divisi tra chi abbassa le serrande e chi prova a resistere. A preoccupare sono soprattutto i raduni annunciati sui social, capaci di trasformarsi in proteste spontanee anche in assenza di manifestazioni ufficiali. Il sindaco Giuseppe Sala invita a non cedere al panico e chiede ai negozianti di restare aperti.
0 of 13
L’annuncio del Movimento 17 ottobre
Nonostante qualche segnale positivo, come la rinuncia degli anarchici a manifestare, le incognite per sabato 24 ottobre restano comunque tante. Anche se non sono previste manifestazioni ufficiali in piazza Duomo, il passaparola sui social può alimentare le proteste spontanee, come quelle di sabato e soprattutto di domenica scorsa. Una miccia che si accende in fretta. “Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”, annuncia sui social il Movimento 17 ottobre, che spiega come alle 14.30 in ogni città verranno comunicati “tre concentramenti che si muoveranno in corteo per confluire in una “piazza finale”.
“Le piazze iniziali non sono più valide”: la nuova strategia degli organizzatori dei cortei per creare caosI negozi che abbasseranno la serranda
In via Orefici dove lo scorso weekend le vetrine erano già state prese di mira, alcuni negozi hanno deciso di abbassare la serranda anche su consiglio delle forze dell’ordine, perché i marchi in vendita sono quelli tra i più amati dai ragazzini, protagonisti delle violenze di sette giorni fa. Vendono giubbotti, scarpe, articoli sportivi.
In via Torino, dove domenica sono stati saccheggiati alcuni negozi e supermercati, c’è chi ha deciso di chiudere e chi invece rimarrà aperto.
Le protezioni sulle vetrine
Molti ancora devono decidere e aspettano indicazioni, ma intanto mettono delle protezioni sulle vetrine. “È inutile rischiare. Anche perché abbiamo visto che domenica scorsa c’è stata una escalation improvvisa della violenza”, spiega il responsabile di un negozio. La commessa di uno store di un noto marchio di jeans racconta come la scorsa settimana “tutti noi dei negozi ci siamo avvisati di quello che stava accadendo e per fortuna siamo riusciti a chiudere in tempo”. Una vetrina è stata rotta e adesso c’è un pannello di legno a coprirla, “comunque sabato siamo aperti spero che vada tutto bene”.
Sicurezza, la linea dura del governo conquista gli italiani: promosse le misure anche da studenti e famiglieLa situazione in Galleria Vittorio Emanuele
Anche in Galleria Vittorio Emanuele II, il salotto di Milano, i negozi dei brand del lusso rimarranno aperti, ma l’auspicio di tutti è che non si ripetano gli scontri che hanno tenuto asserragliati nei negozi clienti e dipendenti per ore. “Io invito i negozi a non chiudere”, ribadisce il sindaco Sala che il 24 ottobre seguirà l’evolversi della giornata dalla centrale della polizia locale.
Un appello rilanciato dalla Confcommercio e dal suo presidente Carlo Sangalli, secondo cui “non si può cedere alla paura dei vandali”.
Militari e droni
Nuclei di cinque militari saranno dispiegati nelle zone sensibili della città. Oltre al centro, anche le stazioni ferroviarie, dove è previsto un primo ‘filtraggio’ dei giovani, e le università. A vigilare dall’alto ci penseranno i droni.
Rafforzati anche i turni dei magistrati a Palazzo di Giustizia, dove nel frattempo è stata aperta una inchiesta per devastazione e saccheggio, al momento a carico di ignoti, sui disordini della scorsa settimana. Decine le perquisizioni scattate all’alba, anche in Lombardia, che hanno portato a denunce e al sequestro di passamontagna, armi e mazze.













