Una settimana dopo l’annuncio del nodulo al polmone, Leone XIV è tornato ad affacciarsi dalla finestra del Palazzo Apostolico. Gli occhi di tutto il mondo si sono posati su piazza san Pietro per il primo Angelus del Papa dopo l’intervento chirurgico di martedì.
Angelus
Cielo scuro, ma tanta gente in piazza per manifestare il proprio affetto a Leone XIV dopo i giorni della preoccupazione. Cinque giorni è durato il ricovero del Papa al Gemelli. Il paziente si è rimesso prima del previsto, riuscendo perciò a recitare l’Angelus dal Palazzo Apostolico e non dal decimo piano del policlinico.
Il Papa si è mostrato con un grande sorriso, augurando buona domenica ai presenti. Accanto a lui, per qualche secondo, si è visto il suo segretario particolare, monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga che gli ha passato un foglio con il discorso. Prevost ha commentato il Vangelo della liturgia odierna che includeva anche la famosa massima di Gesù “rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.
Il ringraziamento
Dopo il commento del Vangelo e la preghiera, Leone XIV si è fermato, sorridente, ad ascoltare l’applauso della piazza. Poi ha pronunciato parole piene di gratitudine per il sostegno ricevuto in questi giorni di malattia. “Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me” ha detto Prevost rivelando di aver “sentito davvero il vostro sostegno: grazie”. Il Papa ha espresso “particolare riconoscenza ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli”. Una riflessione personale è arrivata sul fatto che “questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità”. Nessuna pronuncia sull’imminente visita ad Assisi e sul prossimo viaggio in America Latina, ma Leone ha spiegato che “superata questa fase delicata, come sapete, riprenderò adesso gradualmente le mie attività”.
Le dimissioni
Leone è stato dimesso ieri pomeriggio dal policlinico in cui era ricoverato. Originariamente era stata prevista una degenza fino a martedì prossimo. Il chirurgo che lo ha operato, Stefano Margaritora, ha detto ai media vaticani che non c’è alcuna controindicazione che impedisca il viaggio in America Latina, diviso tra Uruguay, Argentina e Perù. Ieri i medici avevano fatto sapere di ritenere “idoneo alla dimissione” l’illustre paziente alla luce degli “esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti e valutato il quadro clinico”. Il Papa, a cui era stato riscontrato un tumore al polmone destro, ha subito l’asportazione del lobo. Prima di lasciare l’ospedale ieri pomeriggio, Leone aveva salutato e benedetto una tredicenne ucraina, Varvara,proveniente dalla regione di Zaporizhzhia e malata anch’essa di un tumore per cui verrà presto operata.
