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Vaticano

Il ruolo dei due segretari e quei “no” provvidenziali

Rimaycuna e Billeri, che assistono il Papa assiduamente, avranno il compito di limitare gli impegni per evitare che si stanchi

Foto Vatican Media/LaPresse 18 Ottobre 2026 Città del vaticano Cronaca Angelus di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro in Vaticano DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

«Riprenderò gradualmente le mie attività», ha detto il Papa al termine dell’Angelus di ieri. La chiave per capire come procederà questo pontificato dopo la settimana di paura sta in quell’avverbio. Il viaggio di dodici giorni in America Latina non ha le caratteristiche della tappa graduale, ma è anche vero che il chirurgo Stefano Margaritora ha già escluso ostacoli clinici alla sua realizzazione e poi mancano ancora quasi venti giorni. La decisione finale, comunque, non tarderà ad arrivare anche perché fra non molto dovrebbero partire i gendarmi e gli altri inviati della Santa Sede per il sopralluogo.

Le immagini di sabato pomeriggio dal Gemelli e quelle di ieri dalla finestra del Palazzo Apostolico hanno rassicurato anche i più pessimisti. A parte un leggero abbassamento della voce, Leone è apparso in buona forma e con il sorriso. Chi lo conosce da anni è ottimista sul fatto che il fisico sportivo e «la salute di ferro» velocizzeranno il recupero. Gli agostiniani, infatti, non ricordano Prevost a letto malato. L’unico precedente è quello di una febbre tifoide che lo colpì nel 1985, appena arrivato nella missione di Chulucanas. Un episodio che però il suo amico e coinquilino padre John Lydon minimizza, spiegandoci che «era una cosa molto comune» tra i missionari dell’ordine in Perù.

Gli sviluppi nella salute di Leone hanno dimostrato che, se il Gemelli mantiene lo status di Vaticano Tre per il ricovero dei Papi, un ruolo comincia a ritagliarselo anche l’Isola Tiberina dove sono avvenuti alcuni esami decisivi prima dell’annuncio. «Essendo più vicino, garantisce meno spostamenti e quindi maggiore discrezione», ci spiega una fonte vaticana. In effetti, non ci sono state fughe di notizie e Leone ha potuto così emulare il suo predecessore Giovanni Paolo II che nel 1992 annunciò direttamente ai fedeli di doversi recare in ospedale per accertamenti diagnostici. All’Angelus Prevost è andato persino oltre, rivelando persino il problema riscontratogli dai medici.

L’intenzione di recuperare gradualmente implica poter contare su una maggiore collaborazione da parte di chi lo affianca. Un peso ancora più rilevante, dunque, andranno a rivestirlo i due fidati segretari, monsignor Edgard Iván Rimaycuna e monsignor Marco Billeri che sono rimasti con lui nei giorni del ricovero. A loro spetterà fare da filtro con la Curia, dove i dossier su cui prendere una decisione si sono accumulati in questa settimana di pausa. L’agenda del Papa è nelle mani della prefettura della casa pontificia guidata da monsignor Petar Raji e viene vigilata dal reggente, l’esperto monsignor Leonardo Sapienza affiancato dall’agostiniano padre Edward Daniang Daleng. Saranno loro a dover dire qualche «no» in più per non far stancare troppo il Pontefice convalescente. Le questioni più scottanti del pontificato possono essere congelate, ma non rinviate in eterno. Fuori dall’ospedale, Leone potrà tornare ad affrontarle senza però trascurare la salute.

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