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Vaticano

Leone ritrova il sorriso davanti ai suoi fedeli: “Più vicino ai malati”

L’abbraccio alla sua folla 5 giorni dopo l’intervento. “Torno gradualmente alle mie attività”. Dubbi sul viaggio in America Latina

Pope Leo XIV appears at the window of his study in the Apostolic Palace overlooking St. Peter's Square at the Vatican for the traditional noon blessing after praying the Angelus, Sunday, Oct. 18, 2026, a day after he returned from the hospital, where he had lung cancer removed on Tuesday. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

L’intervento è alle spalle, la degenza al Gemelli anche. Il Papa torna a parlare in pubblico, nel primo Angelus post-operatorio, recitato in piazza San Pietro. Alle 12 in punto, Leone si affaccia dalla Terza Loggia del Palazzo Apostolico, sorridente, la voce decisa, nessun affanno, il braccio destro alzato per salutare la folla. «Buona domenica», dice come di consueto, accolto da un lungo applauso. Quasi una liberazione, un sospiro di sollievo. Il Papa è tornato e sta bene, in perfetta ripresa dopo l’intervento chirurgico che si è reso necessario per l’asportazione di un tumore al polmone destro. Dalla stessa finestra di sette giorni prima, e nello stesso appuntamento, la preghiera mariana, Prevost si mostra disteso e sollevato. Commenta il Vangelo domenicale - «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» e chiede di «vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto, il Regno di Dio e la sua giustizia». Invita, Leone, a «essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene».

Poi il ringraziamento a «tutti coloro che in questi giorni hanno pregato» per lui - «ho sentito davvero il vostro sostegno: grazie!» - e a medici, infermieri e personale del Policlinico Gemelli. «Questa esperienza - dice, interrotto più volte dagli applausi - mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità». Infine, uno sguardo al futuro più vicino: «Superata questa fase delicata, adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere».

Un avverbio-chiave, «gradualmente», che lascia intendere come Leone voglia riprendere in mano la sua agenda, pur rispettando le tempistiche che la ripresa post-operatoria impone. E seppur non entrando nei dettagli dei prossimi appuntamenti, la veloce ripresa dall’intervento chirurgico e le buone condizioni di salute confermate dai bollettini medici fanno ben sperare e ipotizzare che il Papa possa già presiedere l’udienza generale di mercoledì in piazza San Pietro, prevista nel calendario della Prefettura della Casa Pontificia.

Quanto al prossimo viaggio in Sudamerica, in programma dal 6 al 17 novembre tra Uruguay, Argentina e Perù, Prevost non vi ha fatto cenno. Due giorni fa era stato il chirurgo che l’ha operato, Stefano Margaritora, a dare il via libera, precisando che non sussistono motivi clinici che ostacolerebbero un viaggio simile. Tuttavia, la prudenza in questi casi non è mai troppa. E la tendenza è di valutare giorno dopo giorno. «È energico, abbiamo pregato molto per la sua salute e siamo molto felici di poter ascoltare la sua voce che è piena di vitalità», racconta una pellegrina francese. «Incredibile e meraviglioso che abbia potuto parlare dopo essere uscito dall’ospedale, è inaspettato, e mi riempie di gratitudine», aggiunge un turista dagli Stati Uniti. E dopo una settimana di black out, il Papa è tornato a twittare, con tre post su X comparsi ieri. Un altro buon segno sulla strada per la normalità.

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