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Vaticano

Papa, dimissioni lampo Esce a piedi dal Gemelli e saluta tutti: “Sto bene”

Fuori 3 giorni prima del previsto, il grazie ai medici Oggi l’Angelus in piazza San Pietro, confermato il viaggio in Sud America

Papa Leone saluta, prima di lasciare il Policlinico Gemelli, Roma, 17 ottobre 2026. // A handout image released by Vatican Media shows Pope Leo XIV leaving the Gemelli Policlinic Hospital following surgery to remove a pulmonary nodule, in Rome, Italy, 17 October 2026. . ANSA/ VATICAN MEDIA +++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

«Il Papa sta meglio di noi...», è la battuta scherzosa che si rincorre nei corridoi del Palazzo apostolico vaticano, ma che ben raffigura la ripresa di un Pontefice operato appena quattro giorni fa e che viene dimesso nel quinto giorno, con 72 ore di anticipo rispetto alla tabella di marcia inizialmente prevista, quando i medici parlavano di un recupero post-operatorio di sette giorni. E in effetti che il Papa stia bene viene confermato non solo dal bollettino medico «in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace e valutato il quadro clinico è stato giudicato idoneo alla dimissione» - ma soprattutto dalle immagini di un Leone che esce, a piedi e in totale autonomia, dal Policlinico Gemelli. Il volto disteso e sorridente, Prevost saluta alcuni malati, impartisce la benedizione, alza il braccio (il destro, guarda caso l’asportazione del lobo inferiore è del polmone destro) per salutare la folla che lo ha atteso all’uscita del Vaticano Terzo, come è stato ribattezzato

il Gemelli da Giovanni Paolo II. Sembra quasi uscire da una visita, il Papa, e non da un intervento per la rimozione di un tumore. «Sto molto meglio», assicura ai cronisti. E trova il tempo anche per sostare qualche minuto con una 13enne ucraina, Varvara, che gli racconta la sua storia e gli regala un pannolenci che lo ritrae.

Recupero post-operatorio ottimale, dunque. Complice il fatto che Robert Prevost sia uno sportivo, che si sottoponga regolarmente a esami medici completi, e che sia un «paziente ideale», che «ha messo anima e corpo per il recupero». Ieri mattina, dunque, gli esami di routine, la decisione delle dimissioni in tempi record, la celebrazione della messa alle 12, il ringraziamento ai medici e poi l’uscita, alle 15,30, dal Gemelli e alle 15,43 l’ingresso in Vaticano. In questo tempo («ci vorranno una decina di giorni di convalescenza», precisa il chirurgo che l’ha operato, Stefano Margaritora), non sono previsti particolari presìdi medici nell’appartamento del Palazzo Apostolico.

Oggi il Pontefice reciterà l’Angelus dal Palazzo apostolico, affacciandosi su piazza San Pietro dove sono attesi migliaia di fedeli. Poi tutto sospeso fino a martedì, ma già si guarda ai prossimi appuntamenti: mercoledì, l’udienza generale, il 27 ottobre il summit di Sant’Egidio ad Assisi (è stata annunciata la partecipazione del Papa) e soprattutto il viaggio in Sudamerica (Uruguay, Perù, Argentina) dal 6 al 17 novembre. «Non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto», assicura il chirurgo, che poi - in una lunga intervista ai media vaticani - precisa che «la scoperta del tumore maligno (una piccola macchietta) è stata assolutamente casuale», attraverso «esami di routine all’addome».

«Finalmente di nuovo a casa», scrive l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede. L’annuncio delle dimissioni del Papa, in una giornata dal sole ottobrino romano, è «una bella e attesissima notizia».

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