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58 coltellate senza nome

Un possibile contagio da HIV. Un forte risentimento. Una confessione in radio che, secondo alcuni, avrebbe potuto mettere in difficoltà più di una persona. Poi, pochi giorni dopo, una mattanza: 38 coltellate contro Gianni Coli e 20 contro sua madre Bruna Boldi. Firenze, dicembre 2010. Madre e figlio vengono trovati senza vita nella loro abitazione. Nessun segno di effrazione. Nessuna rapina evidente. Un’esplosione di violenza che ancora oggi lascia aperti interrogativi inquietanti. Chi entrò in quella casa? Perché tanta ferocia? Che cosa sapeva davvero Gianni Coli? E il cellulare scomparso custodiva forse una parte della verità? A oltre quindici anni dal delitto, il duplice omicidio resta senza un colpevole. Ma le domande sono ancora molte. Nell’analisi investigativa vengono ricostruiti i principali elementi dell’inchiesta, le anomalie della scena del crimine, le tracce biologiche mai risolutive, le ultime ore di vita delle vittime e i possibili collegamenti emersi nel corso degli anni, compreso il successivo confronto con il caso Ezio Taddei.

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