Proteste anti Comune? In Regione

Domani la parata. L'opposizione: «La vertenza sui precari è a Palazzo Marino, però vanno contro il Pirellone»

Mesi fa hanno organizzato una serata dedicata «alla più grande fabbrica della precarietà di Milano: il Comune». In quell'occasione hanno raccontato con video e documenti la storia di «centinaia di precari lasciati “scadere“ dalla giunta Pisapia». Una storia che quelli che si riconoscono sotto il simbolo di San Precario hanno associato (non a caso) ad un corposo dossier che raccoglieva nomi, cognomi, fotografie dei dirigenti e collaboratori esterni - 64 fino a quel momento - che invece sono stati arruolati nonostante la crisi e spesso da ambienti vicini al centrosinistra.

Bene. Domani pomeriggio torna a sfilare la MayDay Parade, la parata di precari e centri sociali che si tiene ogni Primo maggio dal 2001: il tema del 2013 sono «crisi economica, mancanza di lavoro ed Expo». Partenza alle 15 come sempre da piazza XXIV Maggio ma «il corteo quest'anno non si fermerà più davanti al Castello Sforzesco» hanno annunciato gli organizzatori. Sorpresa. Nei giorni in cui persino i 16mila dipendenti comunali stanno minacciando per il 13 maggio il primo sciopero generale dai tempi dell'ex sindaco Albertini - ieri un assaggio, lo stop dei soli servizi informatici - Palazzo Marino poteva in effetti essere l'alternativa più scontata.

E invece no. La MayDay concluderà il percorso in viale Liberazione, a pochi metri dalla nuova sede della Regione. «Expo è solo un spreco di lavoro e denaro» denunciano «sono soldi che invece andrebbero investiti per risolvere i problemi dei precari attraverso l'istituzione di un reddito minimo garantito». Giuliano Pisapia, tanto quanto Roberto Maroni, ha ribadito che pochi giorni fa invece che «l'Expo significa certezza di investimenti e di occupazione», commento allo studio della Bocconi che da qui al 2020 prevede «una produzione lorda aggiuntiva di 25 miliardi» grazie all'Esposizione e «200mila nuovi posti di lavoro».

Ma i centri sociali usano due pesi e due misure. I carri allestiti da precari, sindacati di base, studenti, operai e antagonisti chiuderanno la protesta sotto la torre del neo governatore leghista. Anomalia che non sfugge al capogruppo milanese del Carroccio Alessandro Morelli: «Il Comune lascia a casa i suoi precari ma gli autonomi sfilano verso la Regione: la regola è non disturbate Pisapia». Ieri, solo un blitz pacifico di «San Precario» alla sede Expo di via Rovello per consegnare la cartella stampa della manifestazione sia all'assessore comunale Chiara Bisconti che a quello regionale Antonio Rossi.

Un «do not disturb» ricambiato. Giorni fa i militanti del Cantiere hanno occupato un'altra palazzina, una villetta di 4 piani in piazzale Stuparich dove hanno già organizzato grigliate, feste, lezioni di break dance. Se il consigliere di Sel Mirko Mazzali ha sottolineato che «se non ci fossero tanti palazzi vuoti non ci sarebbero occupazioni», colpa degli immobiliaristi insomma, la capogruppo della Sinistra x Pisapia Anita Sonego ieri diffondeva via Facebook l'appello lanciato dal centro sociale a portare tutto ciò che serve a riempire lo spazio: «Letti, zerbini, gazebo, ombrelloni, attrezzi per la palestra, cibo a lunga conservazione», la lista è lunga.

Rimangono fedeli alla tradizione i sindacati confederali. Domani il corteo del mattino organizzato da Cgil, Cisl e Uil muoverà come ogni Primo maggio alle nove del mattino dai Bastioni di Porta Venezia e terminerà davanti a Palazzo Marino con ii comizi dei tre segretari regionali.