Il Cantiere sgombera l'outlet (e si prende un'altra villetta)

Gli autonomi dopo l'appello del proprietario lasciano via Newton, ma si piazzano subito in un grande stabile in piazzale Stuparich

I titolari dell'ex outlet di via Newton occupato una settimana fa dagli autonomi del Cantiere non hanno avuto bisogno di azioni choc. «Se non sgomberano da soli andiamo a incatenarci - si erano sfogati martedi con il Giornale -, hanno sbagliato completamente indirizzo». I militanti si erano impadroniti della palazzina al civico 10 con i soliti slogan «occupySfitto» e «se tutto quello che è nostro è delle banche, allora quello che è delle banche è nostro».

Ma i proprietari dello stabile avevano spiegato subito che le banche non c'entravano, fino ad agosto in quegli spazi c'era il loro negozio di abbigliamento, poi sono stati costretti a chiuderlo per la crisi. «Ma stiamo pagando ancora il mutuo, anzi in questi giorni dovevamo firmare il rogito per cederlo a costruttori che lo abbatteranno per costruire appartamenti, uno sarà casa nostra». E non era neanche un palazzo abbandonato, dopo la chiusura lo utilizzavano come magazzino.

Gli autonomi hanno parlato con i loro legali, forse hanno compreso che una famiglia incatenata al portone avrebbe avuto un certo risalto (e creato qualche imbarazzo al centrosinistra che, da quando è sindaco Pisapia, ha usato una linea soft con il Cantiere). Come sono arrivati, mercoledì pomeriggio se ne sono andati. Non tanto distante. «Chi non si accontenta gode - scrivevano su internet - lo Spazio del Mutuo Soccorso migra e si espande».

Il centro sociale ha occupato una villetta vuota di quattro piani in piazza Stuparich 18. E oltre ai tre progetti che aveva appena inaugurato in via Newton - il mercatino dell'usato, la palestra popolare e la scuola dii lingue gratuita - hanno aggiunto «il percorso abitativo per famiglie, giovani, precari, sfrattati».

Il Cantiere si sta allargando in zona Lotto. La sede storica è in viale Monte Rosa 84, a due passi dal Sole 24 Ore. La nuova palazzina? Praticamente di fronte all'ex Palalido. Ma gli spazi occupati abusivamente in città sono ormai una trentina. Dal collettivo Macao che in viale Molise organizza ormai indisturbato dalla scorsa estate feste e serate «tax free», alla «Casa Loca» di viale Sarca, al Leonka quasi legalizzato (nel grafico sopra solo una parte dei casi).

I quartieri protestano regolarmente. Il centrodestra nei consigli di zona e a Palazzo Marino tenta con le mozioni di smuovere la maggioranza, affinchè prenda posizione e chiarisca che occupare stabili (anche inutilizzati) è reato. Ma la dice lunga una considerazione pubblicata su Facebook dal consigliere di Sel Mirko Mazzali: «Se non ci fossero case vuote e spazi vuoti non ci sarebbero occupazioni».

Dunque, avanti così? Gli unici a sentirsi «sotto assedio» e denunciare che «Pisapia sgombera più della Moratti» sono gli autonomi dello Zam: la questura prepara un blitz all'ex fabbrica della Barona. Ieri a fine corteo hanno protestato qualche minuto davanti a Palazzo Marino, appendendo lo striscione «il 25 aprile vive ogni giorni, in tutti gli spazi autogestiti».