Il 22 febbraio scorso Paolo Galbiati, allenatore italiano di basket della squadra spagnola del Baskonia di Vittoria, toccava il cielo con un dito. Vincendo la Coppa del Re portava il club basco a un traguardo storico, confermandosi specialista in queste competizioni brevi ma intense, già conquistate da noi con Torino e con Trento. Un capolavoro inaspettato che gli aveva probabilmente risparmiato l’esonero, visto che la sua posizione si era fatta traballante fin da subito, dal suo arrivo in Spagna nell’estate del 2025. Dopodiché un calo e l’eliminazione ai playoff al primo turno per il Baskonia di Galbiati con il suo nome però abbondantemente sulla mappa. Altri club molto più grossi, Barcellona
in primis, si sarebbero fatti avanti per lui ricevendo picche come risposta ma lasciando l’ambiente in fermento. Puntuale, alla prima mini-crisi della nuova stagione il Baskonia ha deciso di esonerare l’allenatore di Vimercate nonostante fosse diventato l’idolo della tifoseria locale.
Raggiunto telefonicamente Galbiati ha ammesso di stare bene e di avere di lì a poco (mercoledì sera) un appuntamento con alcuni giocatori della rosa per un ultimo abbraccio. Segno di un legame indelebile con l’ambiente. Nobile decaduta, chissà il Baskonia, che quando entra in crisi attiva l’operazione «Giorno della Marmotta», come se avesse sempre pronta nel cassetto una soluzione già utilizzata in passato (con Galbiati sono 14 esoneri in 12 anni). Quale sarebbe? Richiamare ex coach già cacciati in precedenza ma pronti a rimettersi in gioco, in quest’ultimo caso Velimir Perasovic, giunto alla 4ª esperienza con i baschi, diventati una sorta di meme. C’è chi ha fatto quasi come Peras, comunque, in quanto a ritorni: Dusko Ivanovic, ex anche della Virtus Bologna, transitato dal Baskonia in ben 4 occasioni. Tra qualche anno sapremo se Galbiati farà parte di questo giorno della marmotta.
