La fotografia è impietosa: entrambi sulla linea. La differenza è impercettibile, ma Giulio Ciccone si deve inchinare al colpo di reni più potente ed efficace di Remco Evenepoel. Una differenza minima, compresa tra i 2,8 e i 3,3 millimetri: niente. Che per Remco sono però tutto.
Tagliano il traguardo senza alzare le mani, nessuno dei due sa chi la spunterà. Alla notizia dello speaker il belga esplode in un urlo di gioia, Giulio sferra un pugno sul manubrio della sua Trek. Remco è campione d’Europa, l’unico titolo che ancora gli mancava; Giulio deve incamerare una sconfitta che sembrava aver evitato, dopo un ingresso nell’ultima curva più da pilota di MotoGP che da corridore. Sembra fatta: fino a 50 metri dal traguardo è ancora davanti, ma alle sue spalle il belga rinviene a velocità doppia e ha il merito di chiudere la volata con un colpo di reni prodigioso. Nella foto, in quella dannatissima foto, si vede Remco proteso in avanti con le braccia tese: Giulio no. «Onestamente sentivo di aver superato Ciccone, quindi pensavo di avercela fatta, ma non si sa mai», ha raccontato il belga dopo l’arrivo.
Ciccone ci resta d’argento, Scaroni di bronzo. L’Italia aveva vinto quattro volte il titolo continentale dei professionisti, in palio dal 2016, con Trentin, Viviani, Nizzolo e Colbrelli, in successione dal 2018 al 2021; da allora non era più riuscita a salire sul podio. Evenepoel, nell’albo d’oro, succede a Tadej Pogaar.
È stata una corsa costruita con grande pazienza, ma anche segnata da un momento molto delicato. «La penultima volta che abbiamo affrontato la salita ho provato un bell’attacco, ma sono entrato troppo forte in curva e sono scivolato via. Credo che avrei potuto andarmene già lì, ma alla fine siamo rimasti calmi e abbiamo seguito il piano», ha spiegato il neo campione d’Europa.
L’Italia del pedale si consola con una figlia d’arte: Azzurra Ballan. La figlia di Alessandro, l’ultimo campione mondiale italiano su strada tra i professionisti (Varese 2008, ndr), nata quaranta giorni prima che papà si fasciasse con i colori dell’iride, a 18 anni conquista il titolo continentale nella categoria juniores. «Non mi aspettavo questa vittoria, perché le condizioni fisiche non erano delle migliori. È andata via la fuga, mi ci sono infilata dentro, ed è andata bene. Sapevo di essere più veloce allo sprint e ce l’ho fatta».
