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Ciclismo

Svelato il Giro d’Italia. Pioggia di milioni su Cairo

La Regione ne investe 8. Si parte da Trieste, tre frazioni nella prima settimana, poi a fine corsa il ritorno con il mitico Zoncolan. Per Rcs Sport giro d’affari da 40 milioni

Moreno Moser Elena Cecchini Luca Guercilena during the presentation of the 2027 Giro d'Italia and Giro d'Italia Women in Rome, Italy - November 3, 2026 (Photo by Massimo Paolone/LaPresse) Presentazione Giro d'Italia 2027 maschile e femminile a Roma, Italia

«Io sono il Giro d’Italia» potrebbe essere il nuovo claim del Friuli Venezia Giulia. In pratica lo è già, perché un anno fa la regione ha soccorso la maglia rosa con l’efficace marchio collettivo regionale, nato per promuovere la sostenibilità e la tracciabilità delle eccellenze agroalimentari, che è finito sulla maglia di leader della corsa rosa in extremis, chiudendo un accordo già aperto. Quell’accordo il prossimo anno vivrà il suo punto più alto con la Grande Partenza (investimento, si dice, non inferiore a 8 milioni di euro).

Per la settimana della grande partenza con tre tappe, il Friuli Venezia Giulia sarà il Giro d’Italia: ospiterà la Trieste-Trieste, la Ljubljana-Koper in territorio sloveno e la Cervignano del Friuli-Possagno. Come tutti i grandi amori, fa un grande Giro e poi ritorna. Ancora Friuli Venezia Giulia, infatti, nella terzultima e nella penultima tappa, con la Rovereto-Sacile e la Pordenone-Monte Zoncolan per un totale di cinque tappe nella regione. Il Giro creatura della Rcs Sport & Events di Cairo presentato ieri a Roma (da cinque anni è la sede di arrivo, circa 5 milioni di euro incassati fino a quest’anno) è duro ma non durissimo, veloce per tre quarti, con un finale tosto che potrebbe solleticare i palati fini di Seixas e Del Toro, ma anche di Evenepoel. È un Giro che potrebbe piacere anche a Kimi Antonelli, visto che in questa edizione la corsa rosa attraverserà sia l’Autodromo Marco Simoncelli di Misano sia quello del Mugello, per arrivare perfino a quello di Monza. Tre circuiti per un Giro che si deciderà però, come sempre, in montagna. E che montagne, visto che ci saranno la doppia scalata del Mortirolo, il Gavia (Cima Coppi, 2.618 metri, ndr) e lo Zoncolan.

Si spera in Isaac Del Toro (numero 3 del mondo), dicevamo, che la corsa rosa l’ha sfiorata nel 2025. Così come in Paul Seixas (numero 4), la speranza della Francia, che sulle nostre strade ha appena vinto il Lombardia. Per questo, al lavoro c’è da qualche mese (dal 1° settembre) il nuovo direttore del Giro, Luca Guercilena, che ha lasciato scrivania e ammiraglia della Lidl-Trek per salire a bordo di Rcs Sport & Events. La corsa rosa numero 110 (il giro d’affari è di oltre 40 milioni di euro: una tappa di arrivo vale da sola 400mila euro, ndr), svelato ieri a Roma, ha piazzato un giorno in Slovenia per stuzzicare Pogaar (quasi impossibile: pensa a Tour, Vuelta e Mondiale). Ci saranno 57 km contro il tempo per invogliare Evenepoel (numero 2). E poi ci sono tre tapponi concentrati nel finale che sembrano fatti apposta per attirare nuovamente l’ultimo vincitore: Jonas Vingegaard (numero 7). È un Giro che piace, ma come dice quel vecchio adagio? Le corse le fanno i corridori: possibilmente buoni.

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