È un’Italia che va e che piace, quella della pista. È l’Italia di Johnny Milan e Pippo Ganna, due cacciatori seriali di medaglie e titoli mondiali. Il friulano di Buja ha vinto ieri il titolo iridato dell’inseguimento, come gli era già riuscito nel 2024. Il 26enne ha dominato il torneo, stabilendo già in qualificazione il record del mondo in 3′58″850, primo uomo di sempre a scendere sotto i 3′59″. Quello di Milan è stato un vero e proprio capolavoro: in finale ha avuto la meglio sul danese Madsen con il tempo di 4′00″769.
Nei primi due chilometri Milan ha viaggiato sotto il record del mondo stabilito qualche ora prima, pedalando con un rapporto monstre
(69x15), poi è andato in controllo chiudendo la prova con grande autorevolezza. «Sono semplicemente felice di questa nuova maglia ha spiegato l’azzurro, che in questa stagione ha conquistato anche 12 gare su strada, aggiudicandosi la maglia tricolore e la tappa conclusiva del Giro a Roma . Sono arrivato a questo appuntamento molto bene, con un’ottima condizione: il record stabilito ne è la conferma». Due stelle azzurre sul podio, a conferma dello stato di salute del nostro movimento su pista in vista delle prossime Olimpiadi di Los Angeles (questi campionati valgono per il ranking). Sul terzo gradino è salito Ganna, il granatiere di Vignone (il prossimo anno correrà nella Lidl-Trek di Milan, ndr), che ha così ottenuto
il 9° podio iridato della carriera nella specialità dal 2016, quando debuttò con il titolo ai Mondiali di Londra a 19 anni. Per lui la contabilità è presto detta: 6 ori, 1 argento e 2 bronzi. Contro Rasmus Pedersen non c’è stata storia. Il danese ha iniziato meglio del piemontese, restando in vantaggio fino a metà gara, ma poi ha ceduto nettamente al ritorno di Ganna, che come sua abitudine nella seconda parte ha fatto la differenza chiudendo in 4′02″275: un abisso.
