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Cucina

I migliori? Ristorante basco e chef italiana

Asador Etxebarri vince “The World’s 50 best restaurants 2026″, Jessica Rosval è la prima cuoca donna. Enrico Crippa è al 20° posto

epa13354751 Spanish chefs Joan Roca (6-R), from the restaurant El Celler de Can Roca; Bittor Arginzoniz (4-R), from Asador Etxeberri; Sergio (7-L) and Javier Torres (4-R, bottom row), from the restaurant Cocina Hermanos Torres; and Aitor Arregi (5-R), from the restaurant Elkano, pose on the red carpet ahead of The World

nostro inviato a Lima (Perù)

Spagna in testa, tanta Asia, tanta America Latina e un’Italia un po’ abbacchiata. È il risultato della classifica The 50 Best Restaurants svelata poche ore fa al Teatro Municipal di Lima, in Perù. Trionfa Asador Etxebarri ad Axpe, nei Paesi Baschi, terra da sempre adorata dai critici gastronomici, e al secondo posto si piazza Gaggan a Bangkok dell’omonimo vulcanico chef di origine indiana. Terzo l’altrettanto cinematografico Alchemist di Copenaghen. Un tributo a tre delle cucine più in voga nel panorama gastronomico mondiale: la basca, la tailandese e la nordica. Quella peruviana, altrettanto celebrata, aveva vinto l’anno scorso con Maido di Lima, e secondo le regole del premio fatte per movimentare ogni anno la lista ed evitare posizioni dominanti - non può più competere.

E l’Italia? Ci si aspettava di più, francamente. Piazza Duomo ad Alba dello chef Enrico Crippa è al 20° posto, in ascesa rispetto al 32° posto del 2025, ed erano 21 anni che il primo degli italiani non era così in basso. E poi il fatto che l’anno scorso il premio si fosse tenuto a Torino e che il ristorante della famiglia Ceretto avesse potuto invitare i giornalisti di tutto il mondo che votano per il premio autorizzava sogni di maggiore gloria per lo chef lombardo. Il vero sorriso arriva da Jessica Rosval, 41enne di Montréal, cheffe del Gatto Verde di Modena, unico nuovo ingresso tricolore nella parte alta della classifica, dopo l’esordio dell’anno scorso al 92° posto. La canadese sale fino al 24° posto e si porta a casa anche il premio come Best Female Chef, che una cuoca che lavora in Italia non vinceva dal 2013, quando andò a Nadia Santini, morta proprio qualche giorno fa. Un cambio della guardia dal significato davvero profondo. Rosval si è certamente avvantaggiata del fatto che il suo locale modenese appartiene a Massimo Bottura e alla moglie Lara Gilmore all’interno della loro residenza di quasi campagna Casa Maria Luigia, e Bottura vanta molta influenza nell’ambito di the 50 Best e sull’universo gastronomico in genere, ma attribuire il suo successo solo a questa mentorship equivarrebbe a non riconoscere l’indubbio talento. Gli altri italiani arretrano tutti: Lido 84 di Gardone Riviera, l’anno scorso primo degli italiani al 16°, ha nel frattempo chiuso; Niko Romito con il suo Reale a Castel di Sangro scende dal 18° al 27° posto, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico dal 20° al 38° e Le Calandre a Rubano di Massimiliano Alajmo dal 31° al 43°. Esce dalla top 50 Mauro Uliassi a Senigallia, che era 43° e si piazza ora al 51°, primo degli esclusi, nella seconda parte della classifica rivelata qualche settimana fa.

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