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Economia e finanza

Le Big Tech nel panico affondano Wall Street

Solo guardando al Nasdaq 100, ieri sono stati bruciati oltre 13.200 miliardi di dollari di valore, con ogni singolo titolo tech che ha chiuso la giornata in rosso

wall street

L’euforia sui mercati ha avuto vita breve. La prospettiva di avere un governo diviso, una politica conflittuale e pochissima possibilità di avere leggi approvate, accanto alla crescente preoccupazione sul futuro dei data center, hanno spinto i titoli tech in profondo rosso, segnando la peggior giornata da inizio anno per il Nasdaq, crollato a -5,52%.

Solo guardando al Nasdaq 100, ieri sono stati bruciati oltre 13.200 miliardi di dollari di valore, con ogni singolo titolo tech che ha chiuso la giornata in rosso. Anche nella giornata di ieri, i titoli di Musk rimangono i più colpiti dopo il voto con 410 miliardi di capitalizzazione bruciati sul mercato, perché accanto all’allarme sul futuro del tech statunitense, particolarmente acuto in Texas dove SpaceX e Tesla hanno la sede, su di lui c’è anche l’ombra politica, con i democratici che sono pronti a fare analisi molto approfondite su tutti i suoi affari. La società di lanci spaziali ha perso intorno al 10,8%, portando il crollo totale nell’ultima settimana sopra il 14% a 123 dollari ad azione (un mese fa il titolo valeva invece 172 dollari ad azione). Come anticipato, il magnate sudafricano ieri ha avuto buona compagnia: l’indice Philadelphia SE Semiconductor - che comprende le 30 maggiori società quotate negli Usa nel settore dei semiconduttori - ha perso oltre il 12% (portando il calo mensile a superare il 30%), trainato dalle perdite dei colossi Nvidia (-9,3%) e Broadcom (-10,43%). Anche gli hyperscaler, che mercoledì avevano resistito alla ondata di vendite sulla scia delle speranze che un rallentamento nella costruzione dei data center potesse frenare la spesa delle Big Tech nell’intelligenza artificiale, hanno registrato un calo. Amazon ha chiuso a -0,85% come Alphabet, Apple ha lasciato sul terrenolo 0,54 percento.

Le perdite suggeriscono che gli investitori iniziano a scontare la possibilità che uno stallo politico e un maggior controllo sui data center possano rallentare uno dei motori di crescita più importanti di Wall Street. Basti pensare che circa il 30% delle capacità aggiuntive previste per i centri di calcolo nel 2028 potrebbe essere messa a rischio a causa di potenziali interruzioni dei lavoro di costruzione, soprattutto in Ohio. L’ondata rossa sulle borse partita dagli Stati Uniti ha colpito anche gli altri titoli tech globali: Stm e Technoprobe hanno entrambe perso il 9,3%, l’olandese Asml il 6,5%, Samsung il 7,6% e SK Hynix olitre il 12 percento.

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