Matteo Salvini per il secondo giorno consecutivo si è presentato al carcere di Bollate per un colloquio con Mario Roggero, il gioielliere che si è costituito venerdì dopo la condanna definitiva della Cassazione a 14 anni e 9 mesi. Secondo alcune fonti, questa mattina i due si sono abbracciati a lungo e il vicepremier ha rinnovato a Roggero il proprio sostegno e la disponibilità a tornarlo a trovare anche prossimamente, e gli ha suggerito di scrivere tutto per raccogliere in un libro la sua esperienza. I due hanno preso il caffè e hanno incontrato il sacerdote della struttura. Poi Roggero, che ha detto di essersi portato molti libri con sé, ha fatto visita alla biblioteca del carcere, promettendo di diventarne utente da domani, e si è recato anche nel laboratorio industriale metalmeccanico, presente all'interno dell'istituto.
“Essere condannati a 14 anni e 9 mesi a 72 anni significa sostanzialmente l'ergastolo... Mi sembra assolutamente eccessivo. E quindi la richiesta di valutare un provvedimento di clemenza, fatte salve le sentenze passate in giudicato, mi sembra non solo un'opzione politica”, ha detto questa mattina ai microfoni di Radio24. “Quello che è successo a Mario Roggero potrebbe succedere a chiunque domani mattina. Non stiamo parlando di regolamenti di conti fra bande rivali o di un pericoloso pregiudicato con precedenti penali. Stiamo parlando di un signore di 72 anni che ha lavorato nel negozio di famiglia per una vita, marito, padre, nonno di otto nipotini, che all'ennesima aggressione, all'ennesima rapina nella sua proprietà, alla presenza di sua moglie e di sua figlia, si è sentito minacciato e ha reagito”, ha aggiunto il vicepremier. Nel ribadire che non c’è stato “nessun incidente con il Quirinale”, ha sottolineato che “sappiamo benissimo tutti chi ha il potere di concedere la grazia, ma nulla vieta di spingere, sollecitare, ragionare, riunirsi, parlare, fatta salva la facoltà del presidente della Repubblica di concedere la grazia, quello che è successo a Mario Roggero può succedere a chiunque, stiamo parlando di un signore di 72 anni, padre, nonno, che si è sentito minacciato e ha reagito”.
Il vicepremier ha sottolineato di non augurare “a nessuno di trovarsi in quelle condizioni di vivere quelle frazioni di secondo per l'ennesima volta ritenendosi minacciati non solo nella propria vita, ma in quella dei propri affetti più cari”.
Quello che ha fatto, ha spiegato “lo pagherà personalmente, umanamente e moralmente per tutta la vita”. Il vicepremier sta anche parlando con le due parlamentari della Lega Giulia Bongiorno e Simonetta Matone per offrire tutto il supporto per fare sì che resti in carcere meno tempo possibile.
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