Report è sempre più al centro dell’attenzione, soprattutto per le vicende che riguardato il suo conduttore Sigfrido Ranucci. Ma se fino a ora gli attacchi e le critiche erano piovute solo dall’esterno, ora sembra che qualcosa si sia rotto anche dentro la redazione tra il conduttore e i giornalisti perché, secondo quanto riferisce Il Messaggero nell’articolo “Ranucci finisce commissariato dal ‘soviet’ dei suoi fedelissimi” ci sarebbe un documento, votato all’unanimità dai giornalisti e collaboratori di Report, per costituire un comitato editoriale che decida, per la ripartenza del programma a novembre, quali inchieste fare e come e quando mandarle in onda.
Il quotidiano romano ha spiegato che, comprensibilmente, Ranucci non ha accolto bene l’iniziativa dei suoi collaboratori, e che “questo comitato lui lo sta vivendo come uno strumento per bypassarlo, per indebolirlo e marginalizzarlo, come un pensionamento anticipato, una dismissione: proprio da parte dei suoi cari”. Il Messaggero sostiene anche che il documento sia stato promosso da Giorgio Mottola, inviato di punta della trasmissione nonché papabile sostituto di Ranucci nel caso in cui lui non dovesse più condurre, ma anche da Giulio Valesini, giornalista interno Rai, con qualifica da inviato, altrettanto quotato per la conduzione di Report nel “dopo Ranucci”. Che il vicedirettore possa lasciare la conduzione del programma non è un’ipotesi astratta per una serie di ragioni, tra le quali la valutazione del comitato etico del suo operato in relazione al rispetto o meno da parte sua dei criteri deontologici del servizio pubblico.
In queste ore a Report tiene banco il caso del servizio Food for profit, un caso fatto emergere da Il Giornale, che potrebbe presentare elementi di un conflitto di interesse, che dalle parti di Report negano fermamente. “Food For Profit denuncia come gli allevamenti intensivi in Europa vengono finanziati con i soldi pubblici, e il legame fra le lobby, l’industria della carne e i politici. Non parla mai di carne a base di insetti né di carne a base cellulare. Per saperlo sarebbe bastato la visione del docufilm, ma perfino una veloce ricerca su Google”, scrive la redazione del programma rispondendo al Corriere della Sera che è uscito in edicola questa mattina con un articolo sul caso. “Report continuerà il suo lavoro di denuncia: grazie alle inchieste portate avanti in questi anni, a firma di Giulia Innocenzi, sono stati chiusi allevamenti, macelli e lanciate allerte alimentari di carne scaduta rimessa in commercio. Un vero e proprio servizio pubblico per i cittadini, che Report continuerà a portare avanti anche nella prossima stagione”, conclude il comunicato.
La nota della redazione
“La redazione di Report Rai3 smentisce in modo categorico l’indiscrezione pubblicata oggi da “Il Messaggero”. Non esiste nessun commissariamento. La redazione ribadisce il suototale sostegno a Sigfrido Ranucci, oggetto in queste ultime settimane di una continua, quotidiana e inarrestabile campagna diffamatoria, finalizzata a colpire non solo lui, ma tutto il programma e il lavoro di tutti gli inviati, che stanno già lavorando congiuntamente alla produzione delle inchieste della prossima stagione”. Così in una notala redazione di Report Rai3.
“A tal fine -si legge nella nota- proprio per rendere più forte il programma tutti gli inviati, i giornalisti del desk, i videomaker e imontatori stanno lavorando attivamente per trovare una o più soluzioni per affrontare questa fase di attacchi generalizzati, che non ha precedenti nella storia del giornalismo italiano. Siamo più di 60 lavoratori decisi a continuare a fare inchieste in modo autonomo e indipendente. Chi parla di commissariamento mistifica la realtà. Non possiamo accettare che si continui a gettare ancora fango sul programma nel tentativo di provare a indebolirlo. Noi siamo e resteremo uniti e consapevoli del ruolo pubblico che abbiamo”.
