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Magistratura

Milano devastata. Già liberati i baby maranza del 17 e 18 ottobre

I giudici revocano tutte le misure cautelari. Uno lascia il carcere, per gli altri cancellati i domiciliari

The Levi's and Under Amour stores on Via Orefici, near Cordusio, also in the Piazza Duomo area, were looted during the tensions in central Milan, where protesters continued to damage shop windows and stores, Milan, 18 October 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

Sono stati tutti liberati i minorenni che avevano chiesto la revoca della misura cautelare che era stata loro inflitta dopo gli arresti per gli scontri e le devastazioni nel centro di Milano del 17 e 18 ottobre scorsi e che sono già comparsi davanti al tribunale del Riesame minorile. Si tratta dei primi otto ragazzini che hanno presentato ricorso.

Le udienze si sono tenute mercoledì. Come comunica in una nota la presidente del Tribunale per i minorenni, Paola Ortolan, un giovane lascia il carcere per essere messo in comunità, mentre altri sei tornano liberi e senza alcuna misura. I giudici hanno valutato «non più attuali le esigenze cautelari» e quindi cancellato i provvedimenti. Un ottavo arrestato, viene spiegato, era già stato scarcerato dal gip in occasione dell’udienza di convalida subito dopo il fermo, «perché riconosciuto erroneamente indicato quale responsabile» e per lui il Tribunale della libertà ha annullato l’ordinanza di applicazione di misura cautelare e ha trasmesso gli atti alla Cassazione, in quanto la difesa ha impugnato anche la convalida dell’arresto. Nel dettaglio: sono stati rimessi in libertà sia i tre minorenni che il gip aveva messo ai domiciliari, sia i tre che erano stati collocati in comunità. Per ora si conoscono solamente le decisioni del Riesame, le motivazioni saranno depositate nei termini previsti.

La prossima settimana si svolgeranno altre udienze davanti al Riesame sempre su ricorso dei difensori. In tutto, nel fine settimana di guerriglia, erano stati arrestati 35 minorenni e dieci maggiorenni. Le accuse a carico dei giovani maranza sono, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e di resistenza a pubblico ufficiale. Per quanto riguarda i maggiorenni, sei dei quali erano finiti in carcere su ordinanza del gip, nei giorni scorsi non è servito il Riesame per liberare un 24enne, difeso dall’avvocato Guido Guella. Su richiesta della stessa Procura il gip Fabrizio Filice ha infatti revocato l’ordinanza di arresti domiciliari a suo carico. Era accusato di resistenza aggravata per aver aiutato il 17 ottobre, stando a quella che era l’imputazione originaria, un minorenne a scappare mentre veniva bloccato dalle forze dell’ordine. Il gip ha deciso dopo approfondimenti investigativi risultati favorevoli all’indagato. Un 21enne invece, difeso dall’avvocato Michele D’Agostino, aspetta la decisione del Tribunale della libertà dopo l’udienza. Il suo legale ha chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare (è in carcere) o, in subordine, i domiciliari. Il ragazzo risponde di resistenza pluriaggravata. Qui il pm Giovanna Cavalleri ha dato parere favorevole ai domiciliari, spiegando - da quanto si è saputo - che pur trattandosi di fatti gravi quella misura cautelare può scongiurare il pericolo di reiterazione del reato. Il 21enne è accusato di aver lanciato contro la polizia, con il volto coperto da un passamontagna con disegnato «un teschio», petardi, cassonetti, bottiglie, sampietrini e un tavolino in metallo. E una volta bloccato di aver cercato di colpire gli agenti «con calci e pugni». Infine è attesa per oggi, in scadenza dei termini, la decisione della Procura sul ricorso o meno contro la scarcerazione di Youssef Siher.

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