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Il risveglio dell'"Italia first"

La crisi non riguarda solo Roma. Starmer è il primo tassello di un domino che potrebbe investire Francia, Spagna e Germania

Il risveglio dell'"Italia first"
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Da quando Giorgia Meloni è di lotta e di governo, perché ha strappato alla sinistra anche l'ultimo ruolo che le era rimasto, l'opposizione a Donald Trump, il dibattito politico italiano sembra spostarsi su un pianeta lontano, quasi su quel Marte evocato da Musk: più simboli che realtà, più posture che scelte concrete. Nel frattempo, i leader della vecchia socialdemocrazia già archiviata dagli elettori nel 2022 e poi demolita dal nuovo corso di Elly Schlein tutto islam, anarchici e antifa, dove le case non si comprano, né si affittano, ma si occupano si ritrovano a gestire la caduta di quella che per anni è stata chiamata «euro-sinistra». La crisi non riguarda solo Roma. Starmer è il primo tassello di un domino che potrebbe investire Francia, Spagna e Germania. In Italia la risposta della sinistra alle continue sconfitte suona debole: una cantilena che li unisce solo nel grido anti Meloni e che mantiene come parole d'ordine accoglienza indiscriminata e verde come monocolore dell'energia. Sul fronte migratorio, il tema non è «aperto» o «chiuso», ma governato o lasciato alle reti criminali e alle storture dell'intermediazione.

E sul green si misura un paradosso generazionale: si invoca sostenibilità, ma l'economia digitale, l'Ia e l'uso compulsivo degli smartphone spingono consumi energetici enormi. I giovani ecologisti inquinano più dei loro genitori e dei loro nonni e ci fanno la morale utilizzando strumenti altamente energivori. Ben venga Trump se l'effetto che ci fa è risvegliare davvero l'Italia first.

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