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La sinistra scopre l'America

Adesso, dopo anni di sgangherato anti trumpismo, vanno in visibilio per le altrettanto sgangherate accuse all'Italia di Donald Trump e per quelle del segretario della Nato Mark Rutte

La sinistra scopre l'America
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Nel mondo al contrario del progressismo la metamorfosi è quasi avvenuta. La sinistra più anti occidentale dell'Occidente (forse anche dell'Oriente), più morbida e amicale con dittature e teocrazie, più anti militarista, anti capitalista e assolutamente più anti americana e quindi totalmente anti trumpiana, sta per diventare filo Usa e pro Nato. E noi diciamo: benvenuti, meglio tardi che mai. Meglio stare con le democrazie che con gli ayatollah. E non c'entrano, almeno questa volta, gli orologi rotti che segnano l'ora giusta due volte. C'entra l'ossessione per Giorgia Meloni, che manda in tilt e in contraddizione tutta l'impalcatura ideologica dell'opposizione. Se lei è da una parte, loro vanno comunque dall'altra. Che si tratti di Europa, nucleare, tasse, immigrazione, sicurezza e persino viabilità. E, spesso, anche che si tratti di buon senso. Adesso, dopo anni di sgangherato anti trumpismo, vanno in visibilio per le altrettanto sgangherate accuse all'Italia di Donald Trump e per quelle del segretario della Nato Mark Rutte sulle basi italiane utilizzate dagli americani contro l'Iran.

Odiatissimi nemici che diventano sponde per far carambolare qualche polemica verso la premier, colpevole di aver trovato una centralità in un'Europa a breve desinistrizzata (da Starmer a Sánchez) che spaventa molti. Perché è quella del futuro. E il futuro è l'incubo di questi progressisti.

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