Brunate è una Menzione geografica aggiuntiva di Barolo, uno dei vigneti più pregiati delle Langhe. Si tratta di un anfiteatro naturale in cui il microclima e il terreno creano veri capolavori. Un luogo a cui la famiglia Ceretto è particolarmente legata, essendo il loro primo storico cru prodotto a partire dal 1978. E qui, dall’altro lato di strada Fontanazza, si trova anche la celebre cappella del Barolo, edificio del 1914 nato come ristoro per i contadini, che gli stessi Ceretto negli anni Novanta si sono incaricati di ristrutturare, affidando l’intervento agli artisti Sol LeWitt e David Tremlett, che l’hanno trasformato in un cubo ricco di colori, audace e contemporaneo, oggi considerato un vero simbolo del territorio, anche per la sua riconoscibilità.
Ma da qualche mese c’è anche un altro motivo per i Ceretto per legarsi a questo luogo magico, Le Brunate, una nuova tavola a La Morra, un nuovo concetto di ospitalità che sfugge alla classica definizione di ristorante (i Ceretto hanno già Piazza Duomo ad Alba, uno dei 15 tristellati italiani) o di trattoria (per quello c’è la Piola di Alba, che si trova al piano terra di Piazza Duomo).
La scelta di aprire a La Morra è il risultato della volontà di dare cita a un locale intimamente legato al vino, in cui i due fattori, il cibo e il nettare di Bacco, intessono un fitto dialogo. La proposta è pensata per essere flessibile, non c’è un menu fisso, ci si fa consigliare dall’oste, anzi ci si affida a lui con fiducia e curiosità. E lui è Simone Burlotto, classe 1989, albese, un passato al Centro di Priocca, al Cesare di Albaretto Torre, da Stefano Paganini di Magliano Alfieri.
Burlotto punta su un rapporto molto stretto con i fornitori, per i quali ha un vero e proprio radar. “Cosa offre la terra oggi?”. È la sua domanda quotidiana. Il pasto si apre con il “Benvenuto dell’Oste”, un grande vassoio condiviso da cui gli ospiti si servono liberamente, in funzione dei propri gusti e della propria fame: dentro ci sono verdure, legumi, ortaggi, primizie, conserve. Un modo per celebrare il territorio, la stagione, ma anche per mettere fin dal primo momento a suo agio l’ospite.
Dopo questo spettacolare benvenuto (che si può ordinare da solo al costo di 20 euro a commensale per accompagnarlo a un calice di vino) ci sono due menu: “Ho Fame”, che aggiunge agli antipasti un piatto e un dessert al prezzo di 40 euro. E “Ho Molta Fame” che aggiunge un piatto salato per 50 euro. Al percorso a sorpresa si possono aggiungere del Prosciutto cotto arrosto, dei formaggi e Pane e nocciola a prezzi comunque convenienti.
Molto rilevante la carta dei vini, che parte dai vini di casa (c’è una degustazione con tre etichette di Barolo Brunate Ceretto di annate diverse, 2013, 2018 e 2020), si allarga al territorio con la Mga Brunate con le etichette anche di altre cantine (da Batasiolo a Damilano, da Oddero a Roberto Voerzio) e poi esplora il Piemonte rosso, bianco e con le bolle dell’Alta Langa, l’Italia, la Champagne e un po’ di mondo. Un’offerta proposta degna di un ristorante stellato.
Al centro della sala si trova un Wine Table a ferro di cavallo che è molto di più di una postazione per la degustazione, dove si trovano sommelier esperti che guidano l’ospite a un abbinamento che può essere tecnico o emozionale.
Ad accogliere gli ospiti c’è Andrea Brusaschetto, astigiano classe 1995, appassionato di tutto ciò che crea connessioni.
Le Brunate sarà un locale diurno. I menu saranno disponibili dalle 11,30 alle 15,30, ma si potrà assaggiare qualcosa fino al tramonto “nelle ore in cui si gode del panorama e della luce – dice Roberta Ceretto, appartenente col fratello Federico e con i cugini Lisa e Alessandro alla terza generazione della famiglia -. Quando va giù il sole finisce la festa”. Ma che problema c’è? Si riparte il giorno dopo.
Le Brunate si trova in strada Fontanazza 16, a La Morra. Si prenota allo 01731950811, alla mail booking@lebrunate.come sul sito. È chiuso solo il giovedì.