Leggi il settimanale

La via delle preferenze: solo con accordi blindati

La linea del centrodestra sulla legge elettorale: riprovare al Senato se c'è un patto condiviso

La via delle preferenze: solo con accordi blindati
00:00 00:00

Meglio percorrere fino in fondo la strada accidentata delle preferenze, rilanciando al Senato, oppure accontentarsi della legge elettorale uscita dalla Camera? Giorgia Meloni si trova davanti a un passaggio politico delicato. Dopo il via libera della Camera, il testo approda al Senato, ma il vero nodo resta quello delle preferenze. Palazzo Chigi e i leader della maggioranza non hanno ancora sciolto la riserva: tentare una nuova offensiva per reintrodurle, dopo la bocciatura a scrutinio segreto di Montecitorio, oppure evitare la prova di forza e il rischio di un secondo incidente parlamentare?

Nella maggioranza prevale, almeno per ora, la prudenza. Da quanto filtra, nessuna decisione definitiva è stata presa. L'orientamento sarebbe quello di verificare anzitutto la possibilità di un accordo blindato tra tutti i partiti del centrodestra. Solo in presenza della certezza dei numeri si potrebbe valutare se riproporre al Senato un emendamento sulle preferenze, eventualmente accompagnato dal via libera alla parità di genere, con la percentuale del 50 e 50 nelle liste bloccate, soluzione che potrebbe contribuire a ricompattare la coalizione e a blindare il voto delle parlamentari del centrodestra.

Il precedente della Camera pesa. Riproporre lo stesso schema senza garanzie significherebbe esporsi al rischio di una seconda bocciatura, politicamente ancora più pesante, una circostanza che equivarrebbe quasi certamente a innescare un ritorno anticipato alle urne. Non a caso Forza Italia frena. Antonio Tajani ha ribadito che il testo approvato dalla Camera "è perfetto" e che gli azzurri non presenteranno alcun emendamento. Per Forza Italia il cuore della riforma è assicurare stabilità ai governi, mentre le preferenze non rappresentano una priorità. "Ci auguriamo che la legge elettorale sia varata in fretta e che si torni a parlare di altro, delle cose che più importano al Paese". Intanto il percorso parlamentare prende il via. Oggi alle 13 la commissione Affari costituzionali del Senato, presieduta da Andrea De Priamo, incardinerà formalmente il disegno di legge. A seguire dovrebbe riunirsi l'ufficio di presidenza per definire relatore, calendario e tempi dell'esame.

L'avvio dei lavori, però, si intreccia con il decreto Giustizia e immigrazione, che impegna la commissione con centinaia di emendamenti e deve essere convertito entro il 10 agosto. Difficile, quindi, che la riforma elettorale completi l'iter in commissione prima della pausa estiva (il 7 agosto), anche se la maggioranza non esclude un'accelerazione.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica