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Tennis

Sinner, il no a Cincinnati figlio del Roland Garros

Dopo Parigi ogni dolore preoccupa, Jannik salta anche il secondo 1000 pre Us Open. Il numero 1 al mondo ammette: “Non sono ancora pronto per gareggiare, sono molto deluso”

Jannick Sinner esce dall’Ospedale San Raffaele dopo controlli medici - Milano, Italia - Lunedì, 8 Giugno 2026 - (foto Stefano Porta / LaPresse) Jannick Sinner leaves San Raffaele Hospital - Milan, Italy - Monday, June 8, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Un giorno fa normali controlli, il giorno dopo si allena «ad alta intensità», quello seguente pensa di saltare Cincinnati, che poi alla fine non giocherà: «Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo. Il ginocchio mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare». Jannik Sinner è il numero uno del tennis (per altre 8 settimane almeno, visto gli impicci di Alcaraz e gli inciampi di Zverev), un campione gentile, uno a cui viene tutto bene: tranne la comunicazione però. Si sa che parlare non gli piace, però in questo il suo team non lo aiuta, alimentando col silenzio (e con annunci confusi e tardivi) allarmi che speriamo non siano tali. Ma soprattutto, negli avversari, la sensazione che il più forte di tutti sia un Fenomeno fragile con un tallone d’Achille che dà sempre un’opportunità, in questo caso appunto nella veste di ginocchio destro.

Resta dunque la domanda: quando e come Sinner si sarebbe procurato il malanno che ha portato al viavai al JMedical e alla clinica milanese in cui fa fatto gli esami? Se ci sia qualcosa di grave lo scopriremo da qui agli UsOpen, di certo c’è che quel giorno di Parigi - quando a Jannik si è spento l’interruttore contro Cerundolo jr ha tracciato una linea, perché ogni piccolo dolore ora diventa un segnale da non ignorare e da studiare a fondo.

Dunque Sinner salta il secondo Masters 1000 consecutivo, tornerà (incrociamo le dita) a New York. Un secondo Slam to Slam consecutivo che non gli farebbe, tennisticamente, un baffo (Wimbledon docet). Resta la sensazione che ci sia qualcosa da migliorare, come dice sempre lui, anche fuori dal campo. E intanto meno male che a Montreal Luciano Darderi è diventato il primo giocatore nel 2026 a giocare il decimo quarto di finale Atp (oggi contro Nakashima). «Ho lavorato molto per migliorare sul cemento», ha detto: almeno lui ha una spiegazione.

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