Oggi avrei voluto saltare questa rubrica, ma l’arresto di Lavitola ha scombinato i piani.
Dicevamo: Lavitola arrestato. So di non essere simpatico a nessuno nel dirlo, ma resto saldo nei miei principi e quindi continuo a ritenerlo innocente fino a prova contraria. O almeno finché non confesserà di essere davvero il mandante dell’attentato a Ranucci.
In fondo, che sia stato lui o meno, poco cambia secondo me. Qui ad essere scottanti sono due cose. Primo: il fatto che chi dava patenti di purezza, cioè Sigfrido Ranucci, si ritrovi a dover spiegare i suoi rapporti con un condannato faccendiere dal passato non esattamente limpidissimo. Secondo: il fatto che il conduttore di Report, abituato a mettere “sotto pressione” gli altri, con inchieste e interviste incalzanti, ora faccia fatica ad accettare che lo stesso metodo sia utilizzato nei suoi confronti.
Poi oh, dico una cosa: per me Ranucci può avere rapporti - più o meno fraterni - anche con Satana. Soprattutto se questa fonte gli fornisce notizie di prima mano (magari da verificare prima, non come nel caso Minetti-Nordio…). Ed aveva ragione Travaglio nel dire, a suo tempo, che “i giornalisti non sono politici, tenuti a doveri di trasparenza, disciplina e onore. E neppure dame della carità: per procacciarsi notizie devono calarsi pure nei bassifondi. Il rapporto con le fonti è vischioso e rischioso: l’importante è non perderne il controllo, non rendersene ricattabili e non diventarne strumenti per tradire la verità”. Vero. Ma la domanda è: siamo sicuri che Report abbia applicato ai suoi obiettivi di inchieste lo stesso principio, diciamo garantista? Siamo sicuri che Report abbia fatto lo stesso - per dire - con Esperia, una banalissima piattaforma di informazione online che s’è trovata nel mirino della più grande delle trasmissioni della Rai senza un vero motivo?
Anche perché, se vogliamo dare ascolto ai giudici di Roma, e noi siamo riluttanti nel farlo perché per ora siamo solo in fase di indagine, è proprio il Gip che ha arrestato Lavitola a dire che questi stava “manipolando” Ranucci e cercava in qualche modo, anche attraverso la bomba, di farlo scendere in politica. Ecco: non è che Sigfrido ne esca proprio benissimo.
Cioè: se da una sua fonte (l’ha confermato lui) Ranucci si fa “manipolare”, così come dice il Gip, possiamo stare tranquilli che con le altre non abbia “perso il controllo”, come dice Travaglio? Chiedo, ragiono, non affermo.
Però ho una domanda esistenziale per Valter Lavitola. Ma che voglia hai? Che voglia hai, dopo quello che ti è successo, di mettere su un tale casino - se davvero è stato lui - da rischiare di finire in galera solo per aspirare a diventare lo spin doctor di uno che, dopo 10 minuti in politica, probabilmente avrebbe comunque mandato tutti al diavolo e tanti saluti?
Detto questo, non so se questa storia sembri più un film scritto male o una parodia. Neanche uno sceneggiatore avrebbe mai potuto anche solo immaginare che Lavitola - amico di Ranucci - abbia orchestrato un attentato contro Sigfrido per favorirlo politicamente. È troppo anche per una serie tv americana.
Il nuovo sistema “free flow” in autostrada lo trovo intelligente, anche se per chi non ha Telepass o similari significa poi prendersi la bega di ricordarsi di pagare in un secondo momento online (e chi non ha dimestichezza finirà col trovarsi avvisi nella cassetta della posta con le solite maggiorazioni di notifica). Mi pare un modo come un altro, magari un tantino rude, per spingere la gente ad attivare il Telepass, un sistema che, oggettivamente, rende più rapido il passaggio al casello. Però io impazzisco nel leggere questo passaggio del pezzo del Corriere: “Il beneficio più evidente è la scorrevolezza del traffico: senza caselli, le auto non rallentano né si fermano, un vantaggio sentito nei periodi di grande afflusso come le partenze estive o i weekend lunghi. I gestori evidenziano anche la riduzione di consumi ed emissioni legate alle frenate e alle ripartenze tipiche delle aree di esazione, oltre al risparmio sui costi di manutenzione di corsie, cabine e personale”. Le emissioni, capito? L’addio ai caselli riduce le emissioni. Ma siete seri? Eddai. Volete dirmi che mentre la Cina brucia carbone a gogò e il mondo inquina come se non ci fosse un domani, noi dobbiamo elogiare il fatto che l’addio ai caselli riduce le emissioni e le frenate? Robe da pazzi.
Ho letto il sondaggio pubblicato da El Mundo su Ceuta e ci sono molte cose interessanti. La prima, ovviamente, riguarda il fatto che gli spagnoli - e anche gli elettori di Sanchez - vorrebbero militarizzare il fronte Sud. Alla faccia dell’accoglienza socialista. La seconda riguarda i migranti minorenni: la maggioranza degli spagnoli non vuole che vengano redistribuiti nella penisola, ma preferisce lasciarli tutti nell’exclave. Anche qui, la pensa così una buona fetta di elettori socialisti alla faccia dell’accoglienza (bis). Terzo: la maggioranza degli spagnoli ritiene che, se fosse successa una cosa simile in un altro Paese europeo, il governo spagnolo dovrebbe agire esattamente come ha agito Giorgia Meloni chiudendo Schengen. E tanti saluti all’irritazione di Pedro Sanchez.
