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Pnrr giunto alla meta. Foti: "Smentiti i gufi che tifavano contro"

Centrati tutti gli obiettivi previsti dal Piano. Il governo rivendica un successo inatteso

Pnrr giunto alla meta. Foti: "Smentiti i gufi che tifavano contro"

"L'Italia sta vincendo nonostante economisti in cerca di qualche notorietà e disoccupati politici che sono all'opposizione ogni giorno gufino perché il Paese vada male". Alla conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (la cui scadenza ufficiale era ieri), il ministro per gli Affari Ue Tommaso Foti ha rivendicato il risultato raggiunto dal governo contro chi ne preconizzava con sicumera il fallimento.

I numeri, del resto, raccontano una storia diversa rispetto alla narrazione catastrofista che ha accompagnato il Pnrr sin dalla sua nascita. L'Italia è arrivata alla scadenza con la promozione della Commissione europea come il Paese con il miglior livello di attuazione del Piano tra tutti gli Stati membri. Il 3 giugno è stata incassata la nona rata da 12,8 miliardi di euro, che porta a 166 miliardi le risorse già ricevute da Bruxelles. Sono stati certificati 416 tra milestone e target, pari al 100% degli obiettivi fin qui previsti e a oltre l'85% della dotazione complessiva del Piano. La spesa alla fine del primo trimestre ha raggiunto quota 113,5 miliardi, oltre il 58% delle risorse disponibili, mentre il livello di attuazione supera ormai il 72 per cento.

Numeri che certificano il lavoro svolto da un governo che ha saputo correggere e adattare il Piano alle mutate condizioni economiche senza perdere un euro dei finanziamenti europei. Le revisioni concordate con Bruxelles hanno infatti consentito di spostare circa 24 miliardi verso strumenti finanziari più flessibili, permettendo di proseguire gli investimenti anche oltre la scadenza formale del Piano. Allo stesso tempo, gli interventi che avevano risentito dell'aumento dei costi delle materie prime sono stati salvaguardati attraverso fondi nazionali ed europei alternativi, evitando l'abbandono delle opere.

Il 30 giugno, infatti, non rappresenta una linea invalicabile. Come previsto dalle linee guida del governo, numerosi interventi potranno essere completati entro il 31 agosto, mentre la rendicontazione finale sarà trasmessa alla Commissione europea entro settembre per ottenere l'ultima rata da 28,4 miliardi. Una flessibilità prevista proprio per accompagnare alla conclusione gli ultimi cantieri senza compromettere il raggiungimento degli obiettivi.

Foti sottolinea soprattutto il valore delle riforme realizzate. "È stato un lavoro immane, un lavoro che ovviamente ha avuto anche la necessità di avere delle revisioni. Ritengo che sui cittadini un grosso impatto ci sarà. Innanzitutto abbiamo raggiunto delle riforme molto importanti", afferma il ministro, ricordando la riduzione dei tempi della giustizia, il nuovo Codice degli appalti, "una delle situazioni che più venivano attenzionate a livello europeo e che ha determinato effetti decisamente positivi sotto il profilo dell'economia", oltre agli interventi sui tempi di pagamento della Pubblica amministrazione, sui servizi pubblici e sulla competitività.

Anche sul fronte sanitario, spesso indicato come uno dei punti più critici del Piano, il ministro rivendica risultati concreti. "Sono circa 800 le Case di comunità inaugurate finora e piano piano ci si avvicina all'operatività delle 1.038 previste. Abbiamo la possibilità di raggiungere l'obiettivo degli ospedali di comunità, abbiamo quasi raggiunto quello dell'ospedale sicuro e abbiamo raggiunto l'obiettivo dei letti di terapia intensiva e subintensiva".

Lo stesso vale per il capitolo scuola. "Al termine del Pnrr avremo un terzo delle scuole perfettamente a norma", osserva Foti, invitando a guardare oltre il semplice impatto sul Pil. "Una scuola nuova, le mense, le palestre, i 150mila nuovi posti negli asili nido producono effetti sociali che non possono essere misurati soltanto in termini economici. Molte mamme potranno affacciarsi al mercato del lavoro e probabilmente fra qualche anno vedremo un livello di produttività diverso. Ci vuole pazienza: non è che il giorno dopo che hai finito un Piano devi vedere già tutti i risultati". A questi si aggiungono "182mila gare d'appalto, di cui 170 mila nei Comuni. Questi sono numeri, non invenzioni. Capisco che spesso si debba parlare male quando politicamente non si sa cosa dire, ma ai numeri diventa difficile contrapporre altre verità, perché sono numeri certificati anche dall'Anac".

Restano naturalmente alcuni dossier da completare, dagli studentati (60mila posti letto) alle ultime Case di comunità, passando per una parte degli asili nido e dell'edilizia

scolastica. Lo stesso vale per i piani infrastrutturali ferroviari e delle comunicazioni (oltre 5.300 Comuni con accesso alla banda ultralarga). Ma il Piano è giunto al traguardo. Una risposta affidata ai fatti e non alle parole.

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