I 4 cavalieri dell'apocalisse riformista si son dati appuntamento al ristorante per documentare, almeno con un selfie, un profilo unitario. Qualche passo in avanti è stato fatto, pieno accordo sul menu "pesce per tutti" e al momento di pagare il conto non son sorte polemiche. Per il resto, tipo una bozza di programma del campo progressista e il miraggio del "cambio di marcia" non c'è stato tempo perché l'alleanza si identifica per ora in un unico valore: la Meloni come male assoluto. E così che il giorno dopo, non certo per il pesce che si digerisce bene, si ritrovano tutti biliosamente coesi pronti a starnazzare sulla presenza del premier al G7: se un Macron in frenesia instagrammabile accoglie la Meloni con il sottofondo di Felicità i cavalieri si sollevano: "Visto? La leggerezza del brano esprime la subalternità dell'Italia, altro che i sobri jingles scelti per Starmer o Merz". E di fronte al cauto riavvicinamento fra la premier e Trump c'è un Conte che li sgama subito "Nessuna apertura, solo sketch". Tuttavia l'indignazione più profonda del popolo dei progressisti nel rancore scaturisce da un'immagine che riprende di spalle il premier vicino a Trump e Merz. Lei appoggia una mano sul fianco e l'altra su una poltrona. Non sia mai! I fedelissimi ben ammaestrati dai cavalieri della trattoria all'arte della distrazione tattica per non rischiare di impantanarsi in temi come sanzioni alla Russia? Invio armi Ucraina? o anche una critica costruttiva sugli interventi di Meloni al forum, si scatenano: "ridicola, arrogante, borgatara", e così via in un profluvio sgangherato e sgrammaticato di insulti. Epilogo è una foto del G7 del 2020 dove gli allora premier sono riuniti a cerchio come giocatori di baseball prima della partita.
E di chi sarà mai quella testina ben pettinata e intrepida che svetta fra Merkel e Macron? Di lui, proprio lo stesso che ai tempi, fra un acquisto di mascherine cinesi e una fornitura di ventilatori fallati, ci rappresentava con grande autorevolezza al G7. Altro che le borgatare di oggi.