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Terrorismo

“Sono vivo per miracolo”. Lo choc di turisti e residenti

L’italiano in vacanza: “Fuggiti dagli spari, ci siamo rifugiati in un locale”. Il raid nell’ora di punta nella centralissima piazza del Mercato

Armed police officers secure a cordoned off area after a shooter opened fire in a market square in Krakow, Poland, Saturday, Nov. 7, 2026, leaving people dead and injured, according to authorities. (AP Photo/Beata Zawrzel) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Un sabato qualunque, la piazza centrale di una grande città. Turisti e residenti in giro, tra locali e relax. Quando nel giro di un attimo tutto cambia e si trasforma in uno scenario di guerra. «Eravamo fermi davanti a Zara quando ho detto ai miei amici Ragazzi, andiamo a prenderci un caffè all’Hard Rock. Un minuto dopo, proprio dove eravamo noi è iniziata una sparatoria». Umberto Orsini, bolognese di 38 anni, era in vacanza a Cracovia con gli amici quando il giovane polacco in tenuta militare ha cominciato a sparare sulla folla causando morti e feriti. «Sono ancora sotto choc», racconta via social, lui che si trovava a pochi passi dalla piazza medievale più grande d’Europa, fulcro del turismo e della vita sociale di Cracovia. Il gruppo di connazionali si è salvato per una questione di secondi, così come le altre centinaia di persone che erano lì, tra chi ha immortalato la scena con il cellulare e chi è fuggito in cerca di riparo.

«Ci siamo rifugiati in un locale tra le grida, salendo ai piani alti dall’uscita d’emergenza. Quando siamo riusciti a uscire, abbiamo visto la vetrina di Zara in mille pezzi e una persona a terra, esattamente nel punto in cui ci trovavamo pochi istanti prima - racconta ancora Orsini - Bastava un minuto. Un minuto soltanto. Sono immensamente grato di essermi sentito come protetto da qualcosa che mi ha guidato ad allontanarci. Il pensiero, però, va a quelle cinque persone che hanno perso la vita, e a quanto sia sottile il confine tra esserci ancora e non esserci più, perché non c’è bisogno di aspettare un altro domani per dare valore alla vita che abbiamo oggi», ha scritto sui social. Nei pressi della piazza del Mercato si trovava anche una scolaresca di Albano Laziale che è riuscita a mettersi al sicuro. Sono oltre 300mila i turisti italiani che ogni anno visitano Cracovia e alcune migliaia i nostri connazionali che si sopno trasferiti lì a vivere.

Sui media polacchi sono tanti i ragazzi che tra ansia, paura e sollievo hanno dato la loro testimonianza dell’accaduto. «Ho visto partire i colpi dal finestrino del conducente e ho visto il fumo», racconta Konrad. «Almeno 20 colpi», conferma Karol. «Il poliziotto e l’aggressore si sparavano a vicenda, ho visto a terra l’agente e l’uomo in uniforme militare», racconta una donna in lacrime. L’eroe da una parte, l’assassino dall’altra. In quello stesso filo sottile che in un pomeriggio di terrore a Cracovia ha segnato la distanza tra la vita e la morte.

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