Ancora scontri in Yemen: almeno 28 le vittime

Almeno 28 persone sono state uccise da questa notte a San’a in violenti scontri a fuoco tra militari fedeli al presidente e membri di una potente tribù locale in lotta contro il regime<br />

Si fa sempre più difficile la situazione nello Yemen, dove dall’inziio della settimana sono in corso violenti scontri tra gli uomini del regime e le tribù locali. Una fase delicata che potrebbe precipitare in una vera e propria guerra civile, dopo che il capo dello Stato Ali Abdullah Saleh si è rifiutato di firmare l’accordo per la transizione dei poteri proposto dalle monarchie del Golfo e suggerito anche dagli Usa. Almeno ventiquattro persone sono state uccise da questa notte a San’a in violenti scontri a fuoco tra militari fedeli al presidente e membri di una potente tribù locale in lotta contro il regime. Secondo l’ultimo bilancio, sarebbero in tutto almeno 68 le vittime dei combattimenti da lunedì scorso. Da ieri, in particolare, la situazione è diventata critica nella regione di Arhab, a nord dell’aeroporto della capitale yemenita. Lo scalo è stato chiuso al traffico e tutti i voli sono stati deviati su Aden, principale città del sud del paese. A confrontarsi sono gli uomini di Saleh e i seguaci del potente capo tribù degli Hached, sceicco Sadek al Ahmar. Secondo un comunicato del ministero dell’Interno citato dall’agenzia Sheba, «i figli di Al Ahmar e la loro banda hanno lanciato granate su molti abitanti nella zona di Al Hasaba». Una di queste ha centrato una casa, uccidendo quattro civili, tra cui una donna, ha fatto sapere il ministero. Le autorità di San’a hanno fatto sapere che gli elementi tribali «non hanno ancora risposto all’appello del presidente a cessare i loro attacchi contro i membri delle forze di sicurezza e gli edifici pubblici», addossando a loro «l’intera responsabilità delle conseguenze delle loro aggressioni». Intanto, con una decisione che rispecchia la crescita della tensione nello Yemen, gli Stati Uniti hanno deciso di evacuare le famiglie del personale diplomatico Usa e tutto gli impiegati non indispensabili della sede diplomatica. Il Dipartimento di stato ha messo in guardia tutti i cittadini americani presenti nel paese dell’alto livello di insicurezza a causa delle attività terroristiche e dei disordini civili. Ieri il presidente americano Barack Obama aveva chiesto da Londra al presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, di lasciare il potere.