Blardone si conferma il gigante d’Italia

Secondo a Kranjska Gora dietro Raich, Max è leader di specialità. «È un momento magico». E oggi scia Rocca

Maria Rosa Quario

Di rosso vestito, Blardone passerà un bel Natale e un bel capodanno. Per la prima volta nella sua carriera ieri Max ha indossato la pettorina di leader della classifica di coppa del mondo, dopo quattro gare il gigantista numero uno è lui. A Kranjska Gora non ha vinto, anzi, si è preso un secondo tondo tondo da Benjamin Raich, ma la piazza d’onore e gli annessi 80 punti sono bastati per issarlo lassù, dove da oltre dieci anni, l’ultimo fu Alberto Tomba nel marzo 1995, un italiano non era più stato. «Sto vivendo un momento magico, avere il pettorale rosso è un sogno, da qualche giorno mi sento in una nuova dimensione, ho fiducia nei miei mezzi e scio tranquillo».
Ieri nemmeno tanto, non avrebbe potuto. La pista slovena, un budello nel bosco dove si scia al buio anche quando il cielo è sereno, si è come al solito dimostrata difficilissima. Per il pendio ripido e per il terreno, pieno di scalini ghiacciati. Blardone ha dimostrato grande sicurezza: nella prima manche non ha voluto strafare e ha chiuso quarto, a 97/100 da un preciso Raich, a poco meno da Hermann Maier e a un solo centesimo da Rahlves. Appena dietro a lui Bode Miller, più indietro altri sei italiani: Schieppati 11º, Moelgg 12º e poi Simoncelli (per lui un grave errore), Deflorian, Rocca e Florian Eisath, promosso da apripista a concorrente e bravo a qualificarsi per la seconda manche nonostante il numero 42. Proprio il giovane azzurro ha aperto le discese nella prova decisiva, tre quarti d’ora di emozioni intense e di sorprese. Eisath, un po’ timoroso, chiuderà 24º, Rocca 21º, tutti gli altri si miglioreranno, a cominciare da Manfred Moelgg che dopo un’estate di tormenti per problemi alla schiena e un inizio stagione sofferto risalirà alla quinta posizione.
Quando Bode Miller ha già detto addio alla classifica uscendo dopo poche porte, Blardone esce dal cancelletto come una belva in caccia. Le sue linee sono precise, gli sci sbattono sul fondo ghiacciato ma lui non si scompone, è solido e sicuro. Miglior tempo, esultanza, attesa. Tocca a Rahlves, che sciando come se la pista fosse piatta e morbida non ripete il miracolo della prima e salta. Max è sul podio. Ecco Maier, che vuole vincere, come sempre. All’intertempo è davanti, scia il muro finale con saggezza ma con meno aggressività rispetto a Max, a tre porte dal traguardo arretra, le code degli sci lo sparano in cielo, atterra pesantemente sulla schiena e finisce nei teloni pubblicitari. Paura, ma tutto ok, Herminator è indistruttibile. Max è secondo, e tale resterà, perché Raich stavolta non regala nulla, incrementa anzi il già largo vantaggio della prima manche e va a vincere meritatamente la sua prima gara stagionale, la 17ª in carriera. Ma Blardone esulta lo stesso e si emoziona, perché con 240 punti è lui il nuovo capofila della classifica di gigante. Raich ne ha 186, Miller 180 nonostante gli errori nelle ultime due gare. La cosa più incredibile è che l’americano continua ad essere primo nella coppa generale, con 442 punti, 5 in più di Svindal e 12 in più di Raich.
Slalom, Rocca oggi va a caccia del tris. Anche lui vestito di rosso, perché dopo la doppietta Beaver Creek-Campiglio ha 200 punti e un bel vantaggio su tutti i rivali. Ieri Giorgio era un po’ deluso del suo gigante, un pensierino alla qualificazione nel quartetto olimpico l’aveva fatto, «ma sarà dura, perché abbiamo una squadra fortissima». Già. Con un solo gigante di coppa ancora da disputare prima di Torino (Adelboden, il 7 gennaio), Blardone e Simoncelli sono già sicuri del posto, gli altri due potrebbero essere di Schieppati e Moelgg.