Eto’o un uomo solo nel deserto nerazzurro

Il camerunense unica punta fa sbandare la difesa del Bayern. Ma le
occasioni migliori capitano agli altri Van Gaal vince, ma ci capisce
poco: il gol arriva da Gomez, l’uomo che avrebbe voluto rispedire al
mittente

Milano - Ha vinto e alla fine c'ha ragione lui, il signor Luigi Van Gaal. Ma stia calmo con tutte quelle chiacchiere sul calcio degli italiani. Ha ragione, l'Inter sa difendere, lui invece ci capisce un po' meno, e prova un certo senso di invidia, qualcosa che si rende conto non imparerà mai perché non capirà mai.

È bastato un Samuel Eto'o qualunque, uno di quei nomi che non fanno paura, come li ha battezzati Schweinsteiger, per ribaltargli il reparto. Via Pranjic dentro Breno, Badstuber a destra. Erano passati solo pochi minuti e il signor Luigi una cosa sola aveva capito: non ci aveva capito niente. È bastato un vecchio leone come Samuel, uno che sabato è stato costretto a uscire per un attacco di sciolta. Ed è già magro di suo. Uno che da quando è qui gioca ininterrottamente e per fermarlo c'è bisogno che qualcuno si faccia prendere a testate, uno che non esce dalla Champions da quasi tre anni, insomma quello con più presenze in assoluto, sempre in finale. Ne è bastato uno qualunque per far capire al signor Luigi quanto sia immodesto tutto quel chiacchierare sul calcio degli italiani così povero e avvilente. È vero, poteva finire dieci a dieci, otto a nove, ma la gente si chiedeva come si sarebbe messa la faccenda se le palle gol dell'Inter invece di finire sui piedi di Ranocchia, Stankovic e Cambiasso, fossero arrivate dalle parti di qualcuno delegato al compito, tipo Milito o Pazzini, uno in tribuna e l'altro anche.

Luigi invece aveva Ribery, Muller, Robben e Gomez, quattro specialisti, poche storie. Ci sono stati i pali a dare una mano, Chivu ha sofferto come un vitello su Robben e pure Schweinsteiger c'ha provato, eppure alla fine ha segnato il più scarso. E non solo, proprio quello che il signor Luigi non voleva. Che grande, segno di buon occhio, non c'è che dire.

La storia è nota, il Bayern sborsa trenta milioni di euro allo Stoccarda quando Van Gaal ancora non è entrato nel club. Arriva e dice subito: «Tutti questi soldi per Gomez non sono giustificati, sono una spesa folle. Lui non rientra nel mio progetto». Il Bayern non gli dà retta e se lo tiene.

Padre spagnolo e madre tedesca, un metro e novanta, tutta la trafila nelle giovanili, ma al signor Luigi non andava. Sarà quello che giustificherà tutte quelle chiacchiere sulla vigilia di questo Inter-Bayern, gli italiani che sanno solo difendere, i tedeschi che fanno calcio-spettacolo. E da fonti sicure risulta pure che ad ogni occasione il signor Luigi abbia provato a spedirlo da qualche altra parte. Senza mai riuscirci. Insomma il Bayern ha vinto perché non ha dato ascolto al suo allenatore.

Adesso all'Inter invece servono punte, magari anche uno come Gomez, intanto tranquilli, le ipotesi di una partenza di Samuel Eto'o sono bufale. Si è sparsa la voce di un suo addio all'Inter già al termine di questa stagione e il segnale certo sarebbe stata la decisione dell'attaccante di non investire più nell'appartamento visionato più volte di via Turati. Ma il motivo per cui Samuel Eto'o avrebbe rinunciato all'acquisto di questo appartamento è unicamente dovuto alla cifra astronomica dei mille metri quadri: 14 milioni di euro. Era in zona pericolosa, stando all'Inter ha imparato a difendersi.