In Gran Bretagna torna il latino. Già alle elementari

Dopo più di quarant'anni anche i bambini degli istituti statali studieranno di nuovo i classici. "Importante perché aiuta a imparare la struttura delle lingue. Ma anche la storia e la civiltà"

Dopo più di quarant'anni il latino torna nelle scuole britanniche: a partire dal prossimo anno, sessanta scuole elementari insegneranno la lingua classica, nell'ambito di un progetto il cui scopo è di rendere, entro il 2011, le lingue straniere obbligatorie già dalle primarie. I promotori dell'iniziativa sono convinti che il latino sia un ottimo modo per introdurre i bambini all'apprendimento delle altre lingue straniere, specialmente di quelle da esso derivate.
Il governo britannico sta prendendo in considerazione l'eventualità di rendere l'insegnamento delle lingue straniere obbligatorio per tutti i bambini dai sette agli undici anni, ma secondo Sir Jim Rose, responsabile della revisione del curriculum, le scuole si dovrebbero concentrare su una, al massimo due lingue.
I promotori del progetto per il latino, che quest'anno coinvolgerà sessanta scuole statali, sono convinti invece che ai bambini andrebbe insegnata un'ampia gamma di lingue - ovvero il francese, il tedesco, lo spagnolo, il giapponese, il punjabi e infine il latino - per poi permettere loro di scegliere quali approfondire più avanti negli anni.
Come ha spiegato oggi al quotidiano "Independent" Peter Downes - direttore del progetto promosso dal sindacato dei presidi e dalla Esmèe Fairnbairn Foundation - il latino "è un modo eccellente per insegnare la struttura di una lingua, oltre ad avere molti legami interdisciplinari con lo studio della storia e delle civiltà».
Nella sua lettera a Sir Rose, Downes, ex presidente dell'associazione dei presidi di scuole e college, ha chiesto espressamente che il latino venga incluso in tutte le scuole, in quanto fornisce agli insegnanti un metodo efficace per far imparare ai bambini «aspetti della lingua come l'ordine delle parole, le forme verbali, le concordanze, i generi e l'evoluzione della lingua».
Lorna Robinson, scrittrice e direttrice dell'Iris Project, un'altra associazione che si occupa di promuovere le lingue classiche nelle scuole, è d'accordo. "I romani avranno lasciato le coste britanniche più di 1.500 anni fa, ma il latino è ben lontano dall'essere una lingua morta quando si tratta di insegnare e dare ispirazione ai bambini", scrive sull'"Independent", sottolineando come il latino «indubbiamente serva ai bambini ad imparare altre lingue».
Ad essere entusiasti di impararlo, fa notare infine la Robinson, sembrano essere proprio i bambini delle aree più disagiate: "Ci sono molti preconcetti sul latino e uno di questi è che si tratti di una materia di élite, perché per molto tempo lo si è insegnato soltanto nelle scuole private.
Introducendolo nelle scuole di aree più disagiate, abbiamo invece scoperto che i bambini erano orgogliosi di impararlo».