Un’impresa «impossibile» per il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, costretto in emergenza ad avviare un programma tappabuchi Corsa contro il tempo per sanare il bilancio Il piano prevede soprattutto riduzioni di posti letto e tagli alle sp

Parola d’ordine: «Contenimento della spesa» Le prime drastiche misure già al via entro ottobre

Giacomo Legame

Ora Marrazzo corre ai ripari. O, almeno, ci prova. Una corsa contro il tempo per sanare buchi profondi nel bilancio della sanità del Lazio, fino a ridurre posti letto e spese farmaceutiche. Così, in vista del prossimo incontro con il governo, previsto per sabato, è una settimana fitta di appuntamenti quella che attende il presidente della Regione Lazio, tutti incentrati su un unico obbiettivo: il risanamento del deficit e il cronoprogramma d’attuazione per il piano studiato ad hoc. Dopo la riunione di ieri con i direttori generali delle Asl, Marrazzo incontrerà domani mattina i medici di famiglia, i pediatri, gli specialisti ambulatoriali e le altre professionalità sanitarie. All’incontro parteciperanno anche gli assessori alla Sanità e al Bilancio, Augusto Battaglia e Luigi Nieri, accompagnati ciascuno dal proprio direttore generale. Insieme illustreranno il piano e il cronoprogramma ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, mentre venerdì alle ore 12, sarà la volta delle associazioni di categoria: Aiop, Aris, Anisap, Federlazio e Federfarm.
Sei mesi, da giugno a dicembre, per dar vita a 18 delibere ed avviare il piano triennale di riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale e di contenimento della spesa. Il cronoprogramma già illustrato al governo non ammette ritardi e prevede un primo test il 30 giugno, data entro la quale dovranno essere approvati i bilanci consuntivi delle Asl relativi al 2004 e consegnati dai direttori generali della aziende sanitarie i bilanci consuntivi del 2005 che saranno poi approvati entro il 15 luglio.
Sempre per la metà di luglio sarà avviata la ridefinizione della rete e dell’offerta di servizi ospedalieri con la redazione dei nuovi requisiti minimi autorizzativi. Entro fine ottobre, invece, è fissata l’approvazione dell’atto programmatorio per il fabbisogno territoriale di assistenza e l’indicazione dei requisiti ulteriori per l’accreditamento. Il Piano Sanitario Regionale sarà pronto per allora mentre per il 31 dicembre sarà approvata la legge regionale per il riordino del sistema ospedaliero.
Per ridurre il tasso di ospedalizzazione entro dicembre si dovrà raggiungere il tetto di 180 ricoveri per mille e trasferire le attività inappropriate dal ricovero ordinario al regime di day hospital e da questo verso l’ambulatorio. Lo sviluppo del sistema delle cure primarie si attuerà con una serie di delibere della giunta regionale che da giugno a settembre potenzieranno l’azione sanitaria e sociosanitaria a livello distrettuale. Il capitolo più ampio del cronoprogramma è quello dedicato alla riduzione della spesa per l’acquisizione di beni e servizi. Da giugno a ottobre sarà quantificato il personale del Servizio Sanitario Regionale coi relativi costi; analizzato il sistema degli appalti per beni e servizi; approntati sistemi di verifica dei Drg (Diagnosis Related Group); implementati i controlli sull’inappropriatezza dei ricoveri e della spesa; limitate le prescrizioni sulle risonanze magnetiche; contenuta la spesa farmaceutica.
Il coordinamento e la verifica del Piano sono affidati alla cabina di regia della Regione che informerà periodicamente la Giunta e la commissione Sanità. L’assessorato alla Sanità, nell’attuazione tecnica del programma, si avvarrà dell’Agenzia di sanità e coinvolgerà i direttori generali delle aziende Usl.
Altra questione sul tavolo delle discussioni di questi giorni, la vertenza «precari» ormai superutilizzati anche nell’ambito della sanità, spesso, appunto con spese fuori budget. «Nonostante le promesse della Regione Lazio di affrontare su un unico tavolo negoziale il problema dei precari, registriamo resistenze. Crediamo che la soluzione del precariato non possa prescindere da un confronto trasparente in consiglio regionale davanti ai precari ed a quanti, come la Rdb-Cub, hanno sollevato il problema». Così dichiara, in una nota, Sabino Venezia della Rdb-Cub, dopo che al San Giovanni ieri si è tenuta l’assemblea regionale dei precari della sanità.