Juve nei guai: Buffon si ferma per tre mesi

Il ct rilancia anche Del Piero e annuncia: «Basta esperimenti» Dall’ex parmense no a Cassano: «Nel Milan siamo già in tanti».

Alessandro Parini da Torino Emergenza Juve. Ed emergenza Nazionale, anche. Perché Gigi Buffon sarà operato questa mattina presso la clinica Fornaca di Torino dai professori Flavio Quaglia, Riccardo Minola e Roberto Ravera che effettueranno un intervento artroscopico per riparare le lesioni conseguenti alla lussazione subita domenica sera nella gara contro il Milan. La spalla destra del giocatore, toccata duro da Kakà, ha bisogno insomma di essere «rinforzata» per evitare pericolose ricadute. E quindi: dopo essersi visto ridurre la lussazione domenica sera stessa presso l’istituto ortopedico «Gaetano Pini» di Milano, il giocatore e lo staff medico della Juventus hanno deciso di ricorrere all’operazione. Per la Juventus si tratta di una brutta botta: su questo, nessun dubbio. Buffon offriva garanzie totali e in carriera non aveva praticamente mai dovuto subire alcuno stop grave. Per rendersene conto, basta scorrere il tabellino delle presenze di tutte le stagioni che lo hanno visto protagonista in serie A, sia con la maglia del Parma che con quella della Juventus: dal 1996-97, il primo anno vissuto da titolare, ad oggi, il portierone azzurro ha infilato nell’ordine 27, 32, 34, 32, 34, 34, 32, 32 e 37 presenze. Quasi sempre in campo, quindi. E sempre con un rendimento altissimo, da primo della classe, da saracinesca principe. Da numero uno. Punto e basta. Con il sorriso sulle labbra, ha spesso e volentieri sbarrato il passo ai migliori attaccanti del mondo. Adesso, per almeno tre mesi - ma c’è chi dice quattro -, il suo posto sarà invece in tribuna il sabato o la domenica, mentre in settimana lo aspetteranno fastidiose sedute riabilitative prima di poter tornare a respirare il profumo dell’erba e a correre di qua e di là a recuperare i palloni gettatigli da Franco Tancredi, il preparatore dei portieri della Juventus. Facendo due conti e prendendo per buona la più ottimistica delle tabelle di marcia, quella dei tre mesi appunto, Buffon potrebbe tornare a disposizione di Capello per novembre. Se così fosse, la Juve dovrebbe fare a meno di lui nelle prime dodici partite di campionato e in quattro impegni di Champions League. Viceversa, se i tempi di recupero dovessero allungarsi fino ai quattro mesi, è probabile che la sua assenza dai campi di gioco possa protrarsi fino all’inizio del 2006: dopo la sosta natalizia, insomma. Buffon perderebbe così la prima fase della Champions, il cui ultimo turno della fase a gironi è previsto per il 6-7 dicembre. Lui, il Gigi nazionale che a inizio carriera amava indossare un sottomaglia con la «S» di Superman, ha voluto ringraziare dal sito Internet del club «tutti per gli attestati di stima e d’affetto e per gli auguri ricevuti in questi giorni. Vi posso assicurare che quando tornerò, farò di tutto per essere il valore aggiunto di una Juve in corsa su tutti i fronti». A questo punto, è pressoché certo che Moggi tornerà sul mercato: Antonio Chimenti, infatti - 35 anni compiuti il 30 giugno, tre stagioni di Juventus alle spalle per complessive 8 presenze in campionato, 14 in coppa Italia e 5 in Europa - potrebbe non essere ritenuto all’altezza di un compito così arduo. I nomi sono quattro: Angelo Peruzzi, Luca Marchegiani, Gianluca Pagliuca e Christian Abbiati. Peruzzi, classe 1970, alla Juve già per otto stagioni, attualmente alla Lazio, si farebbe preferire agli altri tre. Pagliuca, nato nel 1966, è attualmente il numero uno del Bologna (serie B) e curiosamente, difendendo la porta della Juventus, potrebbe raggiungere e superare Dino Zoff al primo posto della classifica delle presenze in serie A: al momento, gliene manca solo una (569 contro 570). Come detto, chance ne ha anche Marchegiani, anch’egli classe 1966, oltretutto svincolato: quindici stagioni di serie A alle spalle (tre al Torino), nelle ultime due ha difeso la porta del Chievo dimostrando ancora piena affidabilità. Abbiati, infine, dopo avere sperato di rilanciarsi al Genoa affrancandosi dal ruolo di vice-Dida al Milan, arriverebbe a Torino anche a piedi. Con l’approvazione di Galliani: «È un’ipotesi suggerita da Berlusconi». Deciderà Moggi.