Lance trova l’erede: «Ivan il più forte»

La maglia gialla: «Mi ha fatto impazzire in salita». E lo sfidante pensa a un 2006 senza Giro: «Troppo pesante»

Pier Augusto Stagi

da Ax 3 Domaines

Lance Armstrong dice tre cose: con chiarezza e a busto eretto. «Sono contento, ho faticato come poche altre volte e Basso è stato molto, molto bravo. Lui è chiaramente il futuro». Non ha problemi a riconoscerlo, Lance Armstrong. E non ha nemmeno problemi a dirlo in mondovisione: Ivan Basso fa maledettamente sul serio, e mai come ieri ha dimostrato tenuta e personalità: di livello mondiale. «Non è una novità: i Pirenei li ho sempre patiti, e per questa ragione sei settimane fa sono venuto qui a visionare tutte le strade, per non correre rischi. Ma oggi Ullrich e Basso sono andati davvero forte e mi hanno fatto impazzire – ha ammesso l’americano –. Adesso la mia preoccupazione è di recuperare lo sforzo, la fatica: domani (oggi, ndr) c’è un’altra tappa durissima, forse una delle più dure in assoluto dei Tour che ho corso e vinto. Chi mi ha impressionato di più fra Jan e Ivan? Sono andati forte entrambi, come sulle Alpi, ma Ivan ha attaccato molto di più e chi attacca di più, generalmente, è più forte. Ivan ha davvero una gran bella stoffa».
Ivan è soddisfatto della sua prima giornata pirenaica, e come il texano spera di passare una buona nottata. «Ho fatto un’ottima corsa, come volevo. Ho attaccato cinque o sei volte e mi sono sempre venuti a riprendere Ullrich o Armstrong. Se ho visto Lance in difficoltà? Io no, perché voi sì? Se va come sta andando, sono preoccupato per la crono di St. Etienne. Va talmente forte che rifilerà minuti a tutti e temo che alla fine mi verrà anche a riprendere», dice con un sorriso malandrino. «Adesso spero solo di recuperare bene la grande fatica, ed essere pronto per questa nuova tappa pirenaica, che si preannuncia durissima come poche altre. Ci sarà tanta salita, e soprattutto è annunciato grande caldo. Ma se sto bene come oggi, attaccherò ancora». Poi gli chiedono quali siano le differenze tra il Giro e il Tour, e il varesino fa chiaramente intendere che, salvo ripensamenti invernali, il prossimo anno verrà solo in Francia. «Differenze ? Al Tour si corre a 5km/h in più in salita e 10 in pianura. E una corsa come il Giro costa sempre molto perché non puoi provare le tappe del Tour e arrivi in Francia che hai speso energie fisiche e nervose che ti possono servire strada facendo». E domani? «Attacco ancora».