Operazione Ibra, Galliani ci prova: «Vado a Barcellona»

Il dirigente del Milan apre alla possibilità di ingaggiare lo svedese. «Non c'è nulla, mercoledì cominceremo la trattativa». Ma Raiola frena gli entusiasmi. «Zlatan ha un contratto di 4 anni, nessuno vuole venderlo. Ma deciderà lui cosa fare»

«Ibra? Chissà....» di Berlusconi è già diventato «Ibra si tratta» di Galliani. Quello del patron milanista è stato uno squillo di tromba, la dichiarazione del suo uomo di fiducia milanista una speranza resa al mondo rossonero. Il Milan ha avviato la trattativa con il Barcellona per l'acquisto di Zlatan Ibrahimovic. Lo ha detto appunto l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani. «La trattativa per Ibra è ufficialmente aperta», ha spiegato Galliani parlando dell'ex attaccante di Inter e Juventus. «Mercoledì incontrerò il presidente del Barcellona Rosell. Sarà una trattativa difficile, ancora non abbiamo parlato dell'aspetto economico è ancora tutto da fare. Non abbiamo ipotizzato nulla».
Mercoledì, al Camp Nou, Milan e Barcellona si sfideranno per il Trofeo Gamper e, proprio quel giorno, dovrebbero cominciare i colloqui. «Se prima le possibilità di non prenderlo erano al 99,9%, ora la possibilità è scesa al 99%». E chissà che non s'adegui anche Mino Raiola, il procuratopre del giocatore che nega la possibilità. «Ibra ha un contratto di 4 anni e il Barcellona non ha mai detto di volerlo cedere». «Ibra - ha spiegato Raiola - è molto contento dell'interessamento del Milan e di altre società, ma il Barcellona non lo vende: Guardiola non vuole venderlo, quindi credo sia un'operazione impossibile». Anche se l'interessamento di una società come quella rossonera, cosi come la stima di Berlusconi, Galliani e Allegri fanno piacere. «In un grande club - ha proseguito Raiola - nessuno ha il posto garantito, Zlatan è abituato a lottare, poi i giornali vogliono ingigantire i problemi: ha voglia di restare e di lottare, Guardiola non lo vuole vendere ed è lui che comanda». Però, ha soggiunto Raiola, l'ultima decisione sull'andare o restare, spetta al giocatore.