Quel giro veloce e tardivo

L a classifica di Montecarlo non chiarisce la vera storia della gara. Il primo punto oscuro è rappresentato dal giro veloce di Michael Schumacher addirittura dopo metà gara. La Ferrari diventa velocissima, neanche fosse successo qualcosa alle sue gomme: come a Imola. Ora per la Bridgestone si tratta «solo» di farle funzionare... subito e non dopo 40 giri di pista. Altro quesito anomalo è la scelta della Renault che, partita con le Michelin dure contro le morbide degli avversari, va in crisi con ambedue le vetture, quasi inguidabili a fine gara, mentre McLaren e Williams viaggiano con una aderenza ottimale. Altra lezione da un regolamento che evidentemente non ha ancora chiarito le conseguenze di dover fare tutta la gara con gli stessi pneumatici.
I sorpassi a Montecarlo sono proibiti o quasi. Mai visti invece, come stavolta, tanti sorpassi negli ultimi giri: aggressivi, ripetuti, tentati o addirittura falliti, come quello più clamoroso di Trulli su Fisichella, che se non fosse stato tentato avrebbe visto i nostri due piloti a punti, mentre invece sono stati proprio loro a essere i più penalizzati. Vale la pena sottolineare che se in una pista come questa di Montecarlo lo spettacolo a suon di frenate al limite c'è stato, ciò significa che dalle altre parti, in piste più lineari e sicure, non ci tenta purtroppo proprio nessuno. Montecarlo esaspera gli animi di chi, dietro, va più forte e si vede penalizzato da chi sta davanti. Come avviene per strada: stai dietro a uno che se ne va spasso e tu hai fretta; a un certo punto, superato il limite di sopportazione, fai la manovra pericolosa. A Montecarlo è successo in gara a molti, ma essendo una pista il rischio è divenuto spettacolo.
Questo gran premio è anomalo, ma alcune cose sono comunque certe: la Mclaren è risorta; Kimi Raikkonen, la mummia, al volante non lo è; la Renault deve stare attenta a lavorare sul vantaggio attuale perché anche le Williams stanno arrivando; la Ferrari non ha ancora trovato la terapia (e non so quanto quel giro veloce di Schumi dopo la metà gara sia un messaggio di speranza o un messaggio di ulteriore frustrazione). Tra sette giorni, al Nürburgring, le verifiche.