Roma si ferma. Ma solo per otto ore

Andrea Cuomo

Un venerdì di lutto dopo il martedì del dolore. Oggi, in occasione dei suoi funerali, Roma ricorda Alessandra Lisi, la ricercatrice trentenne di Pontecorvo morta nel tamponamento tra due convogli della metropolitana sotto piazza Vittorio. Bus, tram e metrò oggi gireranno listati a lutto, mentre «gli edifici del Comune di Roma, delle società, delle Aziende e delle istituzioni comunali - fa sapere il Campidoglio - esporranno in segno di lutto le bandiere con i colori nazionali e comunali a mezz’asta». Le scuole resteranno aperte e sarà affidata alla sensibilità dei singoli operatori la possibilità di prevedere un’eventuale chiusura, anche parziale o simbolica, degli esercizi commerciali. Il lutto cittadino sarà «a tempo»: dalle 9 alle 17, forse per non «funestare» più di tanto la Festa del cinema, che in quelle otto ore rinuncerà a musica, lustrini e passerelle, ma non a proiezioni e photo-call. Dalle ore 17 le attività della Festa riprenderanno il regolare svolgimento.
La condizione dei feriti. Si seguono intanto con ansia le condizioni dei feriti più gravi ancora ricoverati negli ospedali romani. A destare più preoccupazioni ancora la giapponese ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva del San Giovanni. Le sue condizioni, «pur permanendo gravi, sono stabili dal punto di vista respiratorio e cardiocircolatorio», come riferisce il bollettino medico emesso ieri alle 11 e firmato dal direttore medico, dottor Salvatore Passafaro. La turista nipponica, reduce da un intervento toracico d’urgenza, continua a essere tenuta sotto stretta osservazione per il trauma addominale. In ripresa la funzione intestinale, e in miglioramento anche le lesioni traumatiche a carico del braccio sinistro. La prognosi rimane ovviamente riservata. In buone condizioni anche gli altri pazienti ricoverati al San Giovanni, al repatro Ortopedia e in Medicina d’Urgenza.
Il viaggio di Veltroni. Ieri è stato anche il giorno del consiglio straordinario su quanto è avvenuto martedì alla stazione Vittorio, di cui riferiamo all’interno, e del viaggio del sindaco nella metropolitana da Vittorio ad Anagnina, alle 9,40, 48 ore dopo lo schianto. «Un viaggio della solidarietà, senza scorta e senza giornalisti», come lo ha definito lo stesso sindaco. Che così ha raccontato la sua mattinata in metro: «Ho trovato molto affetto e solidarietà, è una situazione che sottolinea ancora di più la straordinaria reazione di questa città. In 24 ore la metropolitana ha ricominciato a funzionare e in meno di 48 ore è stata riaperta la stazione di Piazza Vittorio». Il sindaco Veltroni ha poi raccontato la sua visita alla famiglia di Alessandra Lisi, la ragazza che ha perso la vita nell’incidente, «una famiglia che rappresenta l’Italia vera, che lavora e si guadagna ogni giorno il successo».
La Cdl all’attacco. E intanto prosegue anche la polemica politica. Il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro ha ieri preso carta e penna e ha scritto a Veltroni: «Caro sindaco - si legge nella lettera aperta - Roma è la nostra città e quando viene ferita da una tragedia ancora inspiegabile tutti dobbiamo lavorare perché ciò non accada e non si ripeta più. Ancora una volta ascoltiamo i discorsi di chi ringrazia, di chi elogia, di chi accarezza il consenso già ricevuto. Non siamo più in campagna elettorale e Roma non è una vetrina ma una città che soffre, soffre ancora tanto, come dimostra la triste vicenda di una ragazza rom segregata in una caverna e costretta alla prostituzione. Anche questa è Roma. Noi la amiamo e non c’è bisogno che qualcuno ci imponga un amore che già abbiamo nel nostro cuore. Il nostro cuore è grande e Roma vi alberga sempre». «Per questo - conclude Giro - le chiediamo una cosa semplice: di fare il sindaco di Roma, di amare di più la sua città, perché oggi noi la sentiamo lontano, forse angustiato da altri pensieri. Monsignor Di Liegro ci ha insegnato a lavare i barboni, a cercarli a uno a uno, a chiamarli per nome. È anche questo un modo per amare Roma. Non aveva bisogno dei riflettori, di una festa o di una passerella. Il sindaco tenga a mente questi modelli, ricordi Don Luigi, un abruzzese che amava Roma, come noi la vogliamo amare». Luca Malcotti, consigliere comunale di An, invita a tenere bassi i toni delle polemiche, anche se confessa che «il tentativo di Veltroni di lasciar intendere che si sarebbe potuta fare più manutenzione se non fosse stato per i tagli di Storace e Berlusconi è una inaccettabile caduta di stile». «Veltroni - dice Malcotti - sa bene che il sottofinanziamento del trasporto pubblico locale di Roma è antico e che l’inversione di marcia non c’è stata né mentre lui era al governo né ora, come ha detto il sindaco, ma proprio durante i governi Berlusconi e Storace. Ha sbagliato chi è andato sopra le righe su Veltroni, ha sbagliato Veltroni a scendere così di livello».