Shuler, il quarterback scartato torna da deputato a Washington

Roberto Gotta

Ha vinto quello che perdeva sempre. Gli altri due, invece, a casa. Un aspetto collaterale delle elezioni americane di medio termine è stato quello dell'inusuale numero di candidati legati al mondo del football. A cominciare da Heath Shuler, 34 anni, eletto al Congresso come candidato Democratico della North Carolina. Shuler ha battuto il Repubblicano Charles Taylor, facendo leva sui «valori della gente di montagna», quella dei Monti Appalachi della zona occidentale dello stato al confine con il Tennessee, tra le più tradizionaliste degli Usa, ed ora dunque torna da politico trionfatore in quella Washington da cui era stato cacciato quasi a furor di popolo una decina di anni fa: dopo una strepitosa carriera come quarterback alla University of Tennessee, che nel football è tra le più illustri, era scelto nel draft Nfl del 1994 come terzo assoluto, chiamato dai Washington Redskins, l'amatissima squadra della Capitale. Iniziò male, presentandosi in ritardo al ritiro estivo per un litigio sul contratto, e in tre anni con i Redskins giocò solo 17 partite su 48, perdendone 13. Passato ai New Orleans Saints, non combinò nulla di positivo e si ritirò per infortunio, aprendo subito dopo nel Tennessee un'agenzia immobiliare di grande successo. Sapendo che in caso di vittoria elettorale Shuler sarebbe tornato a Washington da deputato, un gruppo di tifosi dei Redskins ha lanciato una campagna, con immancabile sito Web, chiamata «Stop Shuler», per tentare di fermare la sua elezione. Ma non è servita.
Per uno che si è dunque rifatto in politica dei fallimenti sportivi, eccone due che hanno avuto esito diverso. Lynn Swann, 54 anni, repubblicano, splendido wide receiver con i Pittsburgh Steelers degli anni Settanta con cui vinse quattro Super Bowl, ed in seguito commentatore televisivo, non ce l'ha fatta a superare il democratico Ed Rendell, politico ben più esperto, nella corsa a Governatore della Pennsylvania, mentre si è parlato molto di George Allen, il “cowboy” candidato repubblicano sconfitto a sorpresa in Virginia ed ormai ex aspirante presidente, ma si è detto poco di quanto il suo nome significhi nello sport: Allen è infatti figlio ed omonimo dello storico allenatore che nel gennaio 1973 portò i Redskins al Super Bowl (perso contro Miami) e che era a sua volta legato al mondo della politica. Era infatti diventato amico del Presidente Richard Nixon, un fanatico di football, e al loro rapporto è legato uno dei fatterelli più misteriosi nella storia di questo sport: si dice infatti che Nixon suggerì ad Allen uno schema di gioco e questi lo utilizzò in una partita di playoff, con un pessimo risultato (perse 13 yards...).
Meno edificante la storia di Mina Brees, 56 anni, avvocatessa di successo che alle ultime elezioni si era candidata per un posto nella Corte d'Appello dello stato del Texas. Nella campagna elettorale la signora Brees aveva utilizzato la foto del figlio, Drew, quarterback dei New Orleans Saints, ma il ragazzo non ha gradito, le ha chiesto di togliere la sua immagine e l'ha pure minacciata di farle causa.