La Signora è senza ammiratori. Sarri e Pep: "Non la vediamo"

I rivali nella corsa a scudetto e Champions rivelano di non guardare le gare della Juve. Allegri: "Col Bayern serve qualcosa di straordinario". E i tedeschi battono 5-0 il Werder

La Signora sfila ma non la vede nessuno.

«Ho detto ai miei che chi l'avrebbe guardata contro il Sassuolo era una gran testa di c...», ha fatto sapere Sarri. Meno elegante ma ugualmente all'oscuro Pep Guardiola: «La Juve non l'ho vista contro l'Atalanta e neppure contro il Sassuolo». Non due a caso, primo avversario in campionato e prossimo di Champions. Deve essere una nuova forma di training, non la vedo, quindi non esiste.In questi casi ci si fida, la sostanza non cambia, Sarri intendeva sciogliere la sua squadra che insegue e toglierle un po' di pressione. Pep ha assicurato che aveva altro da fare, prima il Werder affrontato ieri sera all'Allianz, 5-0, doppiette di Thiago Alcantara e Muller, a segno anche Lewandowski, una passeggiata.

Ha fatto un po' di turn over, ma lo hanno fatto anche quelli del Werder, stessa manfrina del Darmstad alla vigilia della sfida con il Bayern, ritenuta scontata, quindi tutti i diffidati a farsi ammonire nella gara precedente per scontare la squalifica contro i bavaresi e presentarsi poi lindi come un cielo senza nubi nello scontro successivo. Questa volta però la commissione disciplinare ha interrogato Junozovic e Fritz che hanno ammesso la furbata. Sono stati squalificati e multati di 20 milioni. Comunque anche se non la guardi, la Juve esiste e non è neppure una presenza discreta, sempre Sarri l'ha paragonata a un cannibale e Karl Heinz Rummenigge, ad dei bavaresi, ha spiegato che non è neppure morbida: «Certamente non un comodo cuscino su cui addormentarsi». Intendeva il 2-2 dell'andata che non lo fa star quieto. Kalle è stato qui, sa di cosa si tratta quando c'è di mezzo la Juventus, peraltro in edizione vice campione d'Europa. È Guardiola che se ne deve occupare, ha la Bundesliga in totale controllo, è in finale di coppa di Germania, ma uscire agli ottavi Champions non è esattamente la miglior businness card da lasciare ai tifosi. Thomas Mueller, 75 milioni di cartellino, è seccato perché lo voleva giocare subito questo ritorno: «Quel 2-2 non è stata la giusta fotografia della nostra prestazione, c'era ancora tanta rabbia dentro, l'avremmo risolta subito». Tanti dubbi di formazione, Mario Gotze, talento puro, starà ancora fuori dal progetto? Allegri lo ha messo in cima ai desideri, Ancelotti lo ha messo in lista cessioni, Guardiola lo tiene negli ultimi banchi. E Ribery che fine ha fatto? Ieri in campo tutti e due, questo Bayern è un insieme di risorse, l'unica squadra che ha messo la Juventus in ginocchio nel suo stadio per un'ora abbondante.

Allegri a Monaco deve vincere, l'alternativa è un improbabile 3-3 e oltre: «Dovremo essere bravi a fare qualcosa di straordinario». Ha fatto sapere che la forza del Bayern è nel possesso palla, avrebbe fatto prima a dire che la forza delle squadre di Guardiola è di non fartela vedere. Farà pressing ovunque, sacrifici per tutti, compresi Dybala e Mandzukic, la Juve sta bene, le ultime sfide di campionato con Atalanta e Sassuolo non sono state due imprese, vinte quasi a mani basse. La Juve qui è come il Bayern in Bundesliga, si scontrano due colossi che vogliono vincere tutto e hanno la possibilità di farlo. Allegri si trascina un unico dubbio, Giorgio Chiellini. Due versioni sul suo probabile rientro a Monaco: «Non si è ancora allenato con la squadra. Se torna presto bene, sennò sta fuori», ha detto Allegri che poco dopo si è quasi contraddetto: «Vedremo, i dottori stanno facendo il possibile per mettermelo a disposizione». Troppo importante la sua presenza, Dybala, Pogba, ma Chiellini dietro ti fa sentire a posto.

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