la stanza di Mario CerviIl campanilismo è comprensibile, gli insulti alle persone no

Viggiù (Varese), paese a due chilometri dal confine elvetico (noto per la canzone I pompieri di Viggiù, nonché per gli amaretti), ha un sindaco donna di colore, Sandy Cane (della Lega Nord). Risulta che nessuno le abbia mai lanciato banane o noci di cocco. In ogni caso anche se «abbronzata» è stata eletta sindaco dai suoi concittadini. La ministra Kyenge, anch'essa «abbronzata», ovunque vada pare venga fatta bersaglio di epiteti vari, quando va bene, o lanci di ortaggi/frutta, quando va male. Ne deduco che il problema non sono gli italiani razzisti, ma solo Lei, nominata e non eletta, per come si pone, per ciò che dice e le stupidate che propone. A Viggiù esiste il tipico «campanilismo» italiano che vale per un milanese o un comasco. Però il sindaco è nero! Averne così!!!
Milano

Caro Manzoni, mi fa molto piacere che gli elettori di Viggiù, lodevolmente refrattari a pulsioni maschiliste e razziste, abbiano scelto come sindaco una donna di colore. Oltretutto, a quanto scrive lei, militante della Lega Nord cui viene imputata una ostilità ottusa agli immigrati. Dunque tutto, anche certe effervescenze del Carroccio, va addebitato al secolare campanilismo o regionalismo italiano. Sfociato tra l'altro in polemiche aspre tra polentoni e terroni. Non credo tuttavia che queste considerazioni sensate giustifichino le offese alla ministra Kyenge, a lei rivolte non tanto per le stupidate che dice - fosse per quello molti appartenenti ai governo avrebbero dovuto essere bersaglio di lanci d'ortaggi - ma per chi è e come è. Sono propenso a credere che dal punto di vista operativo la signora sia inadeguata o addirittura un disastro. Ma di Attila issati a cariche importanti ne abbiamo avuti in gran numero. E bianchi.