Toro, è cominciato il conto alla rovescia

Cairo resta alla finestra: «Non voglio più illudere i tifosi, ma lavoro per farmi trovare pronto»

Alessandro Parini

da Torino

«Fate come le mucche. Amate il Toro». Così recita una delle tante magliette indossate dai tifosi in questi giorni più che difficili. Chissà se Giovannone, psicologo ciociaro di Ceccano, le ha viste e se ha almeno sorriso: sarebbe già un passo avanti, non fosse altro per stemperare una tensione che sotto la Mole non era mai stata così alta. Il Toro che ancora non sa chi sarà il suo proprietario, il Toro che si è allenato con pochi effettivi lontano da Torino e che non ha ancora disputato una sola amichevole, il Toro che potrebbe anche scendere in campo con la squadra Primavera. Il Toro che, unica squadra tra quelle che hanno avuto accesso al Lodo Petrucci, non è riuscito a trovare un padrone come si deve in tempi brevi.
Ieri, era la giornata in cui depositare presso la Camera di Commercio l’iscrizione della società Torino Football Club. Dettaglio non da poco: secondo quanto deliberato dall’assemblea dei soci nei giorni scorsi, entro 48 ore dall’iscrizione dovrà essere versato l’intero capitale sociale di venti milioni di euro. Giovannone deve quindi farsi avanti, mettere da parte le molte critiche e l’assalto subìto all’albergo di Moncalieri da un centinaio di ultras scatenati e agire: «Basta con i pagliacci – ha detto –. Il Toro è mio e me lo tengo». Gli euro sono però da scucire subito, pena «l’evaporazione» – parole del sindaco Chiamparino – della scrittura privata che gli garantisce il 51% sottoscritta dai lodisti Rodda e Marengo. Ieri, lo stesso sindaco, in una lettera aperta sul sito Toronews, si è difeso dalle accuse di essersi troppo interessato alla vicenda, sottolineando che non solo Rodda e Marengo ma anche Giovannone «avevano espresso la volontà di cedere...» e concludendo: «Sono pronto a intervenire presso la Figc qualora ci fosse il pericolo di dissolvimento del lodo Petrucci».
Al più tardi alle 24 di domani, si saprà quindi la verità. Cairo, nel frattempo, sta alla finestra: «Preferisco non dire nulla. Soprattutto, non voglio illudere i tifosi. Seguo con attenzione la vicenda e continuo a lavorare con i miei collaboratori per farmi trovare pronto». Intanto, dopo due giorni di pausa, torna oggi a lavorare il gruppo allenato da Stringara, tecnico che sarà sostituito da De Biasi nel caso in cui Cairo diventasse proprietario. Tra mille fatiche, e grazie all’impegno del patron dell’Hotel Villa Savoia, è stato risolto il problema della sistemazione alberghiera per i residenti fuori Torino. E il campo di allenamento è stato trovato solo ieri: a Rivoli, due passi da Torino, in via Sestriere. Nome, quest’ultimo, che ricorda la località prossimamente olimpica: chissà se a febbraio il Toro avrà recuperato la sua antica dignità.